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Ivan Graziani, 5 brani che lo hanno reso una leggenda della musica italiana

Ivan Graziani è stato un grande cantautore italiano, nonché chitarrista. Fin dall’infanzia ha mostrato forte passione per la musica, infatti suonava sempre la chitarra e in alternativa disegnava, un vero artista fin da piccolo. Quando esordì con la prima band fondata da lui, gli Anonima Sound (prima Ivan e i Saggi) purtroppo la leva obbligatoria lo ostacolò e dovette interrompere l’attività. Al ritorno, divenne l’Ivan Graziani solista che conosciamo. Da quell’esordio sono nate bellissime canzoni rimaste immortali. Abbiamo selezionato cinque brani che hanno reso Ivan Graziani una leggenda della musica italiana che non smettiamo di ascoltare anche dopo ventitré anni dalla sua scomparsa.

Lugano addio

Scelta forse un po’ banale, ma non poteva non essere inserita. Fa parte dell’album I lupi, a cui collaborò anche Antonello Venditti. Merita una menzione poiché, pur essendo il quinto album di Ivan Graziani solista, è anche quello che lo fa conoscere al grande pubblico proprio grazie a Lugano addio. Un testo malinconico ed intenso che riuscì a toccare gli ascoltatori.

Ed io pensavo a casa
Mio padre fermo sulla spiaggia
Le reti al sole, i pescherecci in alto mare
Conchiglie e stelle
Le bestemmie e il suo dolore.

Pigro

Un brano anche più impegnato, in cui fin da subito si entra in polemica con la società. Viene dipinto il quadro di una persona estremamente pigra, che si atteggia ad intellettuale ma di fatto non ha nessuna educazione né possibilità di migliorare. A tratti la canzone fa ridere, ma anche riflettere.

Tu sai citare i classici a memoria
Ma non distingui il ramo da una foglia
Il ramo da una foglia.
Pigro!
“Una mente fertile” dici ” è alla base”
Ma la tua scienza ha creato l’ignoranza
Ha creato l’ignoranza.
Pigro!

Monna Lisa

Come Pigro e altri brani (come Gabriele D’Annunzio), questa canzone si inserisce nel filone di quelle dedicate si può dire alla pigrizia ed alla mancanza di reale intelletto. Qui Ivan Graziani dà voce al ladro che vorrebbe rubare la Gioconda dal Museo di Parigi, una storia divertente, ma anche significativa. Da qui si comprende il genio creativo ed ironico che caratterizzava questo grande autore.

Firenze canzone triste

Sulla scia della malinconica Lugano Addio, questa canzone già nel suo titolo è esplicativa circa l’atmosfera in cui ci vuole immergere. La città diventa uno sfondo per una malinconia incredibile dell’animo, Firenze viene descritta per le sensazioni che prova chi sta parlando. La nostalgia viene mostrata e ricercata in una città che attonita unisce e separa le persone, che non può consolare, con i suoi occhi di marmo che guardano troppo lontano.

Fuoco sulla collina

Fuoco sulla collina fa parte dell’album Agnese dolce Agnese del 1979. Molto più famosa da quest’album è Agnese, ma qui non la citiamo non tanto per non andare sempre sule solite scelte, ma per mostrare anche altri lati dell’autore. Questo brano esprime senza dubbio quella parte più politica della discografia di Ivan Graziani, che non va trascurata. Un cantautore è tale anche quando si inserisce senza timori in certi meccanismi, qui ancora una volta allora c’è una critica alla società non poco velata.

 

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Laureata in lettere moderne e laureanda in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.