Jimi Hendrix: 5 curiosità sullo storico album ‘Eletric Ladyland’

Jimi Hendrix è stato uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi, un vero e proprio innovatore nel campo della chitarra elettrica. Il 18 settembre 1970 il celebre chitarrista e compositore statunitense fu trovato senza vita in un albergo londinese. Da quel momento, il mondo del rock, non fu più lo stesso.

Oggi vogliamo onorare la sua memoria raccontandovi 5 curiosità su “Eletric Ladyland”, terzo album del chitarrista statunitense. Il disco, pubblicato nel 1968, vide la partecipazione di numerosi altri artisti, come ad esempio: Chris Wood, Steve Winwood, Brian Jones, Buddy Miles, Jack Casady e Al Kooper.

Il coro cantato dalla madre di Whitney Houston

La prima traccia dell’album, Burning of the Midnight Lamp, è il frutto della collaborazione tra Jimi Hendrix e l’ingegnere del suono Gary Kellegren. Un giorno Jimi stabilì che all’interno del brano doveva esserci anche un coro femminile e Marta, moglie di Gary, suggerì le Sweet Inspirations. Il quartetto gospel tutto al femminile era guidato da una certa Emily Houston, madre della mitica Whitney.

Il Kazoo improvvisato da Jimi Hendrix

James Marshall “Jimi” Hendrix amava sperimentare nuovi accessori per la sua chitarra, era una specie di scienziato delle 6 corde. In Crosstown Traffic, terza traccia del disco, il cantautore statunitense accompagnò il suono della sua chitarra con un Kazoo (strumento a fiato di origine africana) improvvisato da lui con un pettine e della pellicola trasparente. Pur di raggiungere il sound desiderato, Jimi avrebbe suonato qualsiasi cosa.

“La collaborazione” di Brian Jones nel brano ‘All Along the Watchtower’

Le sessioni di registrazioni di Jimi Hendrix erano delle vere e proprio Jam session, il chitarrista di Seattle invitava chiunque ad unirsi a lui e al suo gruppo. Un giorno agli Olympic Studios di Londra si presentò Brian Jones dei Rolling Stones, con una voglia irrefrenabile di registrare qualcosa con Jimi. La sua eccitazione, però, andò sempre più a scemare: purtroppo il povero Brian era troppo ubriaco per suonare il piano. Nonostante ciò Hendrix, probabilmente per non urtare la sensibilità del musicista, gli concesse di suonare le percussioni.

Il tributo di Jimi Hendrix a Bob Dylan

Jimi Hendrix adorava Bob Dylan. E, ovviamente, il sentimento era ricambiato. La versione hendrixiana di All Along the Watchtower rappresenta un degno tributo del chitarrista al cantautore statunitense. “Questa sua versione mi ha sbalordito.” ha raccontato una volta Dylan al Fort Lauderlade, aggiungendo: “Jimi è così talentuoso.. è capace di trovare il senso nascosto all’interno di ogni brano. Penso fortemente che abbia dato un tocco in più alla mia canzone.”

Il produttore e manager di Hendrix, Chas Chandler, si licenziò

Il manager e produttore di Hendrix, Chas Chandler, era contrario ai metodi di registrazione imposti da Hendrix. “Andavo lì e aspettavo Jimi ore ed ore. Si presentava sempre con sei-sette musicisti diversi: c’era sempre un’atmosfera festosa in quelle sessioni. Mi diceva in continuazione ‘hey amico, rilassati.’ Quando poi finalmente decideva di registrare, era più interessato a suonare per i suoi ospiti che per il suo produttore.” Jimi Hendrix era un perfezionista, sempre alla ricerca del sound perfetto: “Ogni volta che facevamo un pezzo nuovo gli dicevo: ‘ci siamo, questo è buono’, ma lui insisteva per registrare ancora, ancora e ancora… Ad un tratto mi arresi e me ne andai.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)