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Jimi Hendrix, la tragica storia del suo unico concerto in Italia

Era il 1968, precisamente il 23 maggio e molti dei più giovani appassionati del rock che hanno meno di 40 anni neanche erano nati. Molti hanno conosciuto Jimi Hendrix molti anni dopo la sua morte in virtù di un lascito artistico incredibilmente importante e significativo. Ma non siamo qui a spiegare, illustrare e approfondire la bravura tecnica e con la chitarra di Jimi Hendrix, bensì di raccontare la tragica storia del suo unico concerto in Italia. In realtà il chitarrista fece anche un concerto a Roma e a Bologna, ma non li abbiamo considerati perché ci siamo concentrati su quello di Milano. E fu un concerto imbarazzante. Perché?

Il pubblico in visibilio per Jimi Hendrix

Ovviamente non ci stiamo riferendo a lui stesso in particolare. È noto che Jimi Hendrix sia stato uno dei chitarristi più importanti e influenti della storia della musica rock (e pure quella blues), il concerto non fu imbarazzante per colpa sua. Il pubblico era a dir poco pazzo di lui e dovete pensare che il periodo era molto molto diverso da quello di oggi. Probabilmente se fosse ancora vivo, Jimi oggi sarebbe un artista talmente famoso da creare una corsa all’ultimo biglietto spasmodica (un po’ come Eric Clapton oggi o come Phil Collins e moltissimi altri, Paul McCartney non lo mettiamo dentro?). Ma non conta questo. Perché i giornalisti del tempo furono veramente perfidi.

I titoli e i pregiudizi su Jimi Hendrix

I giornali seppero, ovviamente, che il chitarrista e cantante americano doveva arrivare a Milano a cantare. E sapete quali furono i titoli di giornale? Furono schifosi, brutti, cattivi, per non dir di peggio. Sui giornali, i vari scrittori inserirono titoli (veri e propri, non inventati) “Pazze per il mostro oppure, ancor peggio Arriva il negro che suona la chitarra con i denti“. Pensate che non fu davvero un errore, ma non si era preparati assolutamente a questo tipo di cantante pazzescamente bravo. Tutto era basato su un pregiudizio veramente enorme in cui Hendrix veniva considerato un “negro” che corrompeva le anime dei più giovani.

Tempo perso per la droga

Il concerto alla fine fu pazzesco e pensate che ci fu qualcosa di non proprio positivo. Perché abbiamo scritto “la tragica storia del suo unico concerto in Italia”? Perché lui in realtà doveva suonare al pomeriggio e pure alla sera, ma ci fu un problema. All’aeroporto Jimi e i suoi musicisti (questi ultimi erano arrivati a Linate e non a Malpensa) vennero perquisiti dalla testa ai piedi alla ricerca di droghe varie e di altre cose illegali. Non venne ritrovato nulla ma venne perso un sacco di tempo.

La popolarità

Il concerto iniziò con “I don’t live today” anche se alcuni dissero che il brano d’apertura fu “Killing Floor”. CI furono davvero molti problemi non perché Hendrix era stonato o non suonava bene, ma perché i tecnici avevano dettato malissimo le cuffie. Fu un vero e proprio massacro acustico in quanto le casse erano altissime, troppo alte, e l’acustica del locale (il Piper) non aiutava granché. I presenti ricordano con grande piacere la figura di Jimi Hendrix ma rammentano anche il fatto che lui non si riusciva ad ascoltare perché il volume era enorme. Al tempo, Jimi era al massimo della popolarità, chissà se sarebbe mai tornato in Italia.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.