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Joe Satriani: “Ecco com’è stato andare in tour con Mick Jagger”

Nel corso di un’intervista rilasciata per il canale Youtube di Music Is Win, la leggenda della sei corde, Joe Satriani, ha parlato delle sue esperienze in tour con Mick Jagger dei Rolling Stones, al tramonto degli anni ’80. Ricordiamo che Joe ha da poco rilasciato il suo ultimo album, intitolato Shapeshifting. Durante il colloquio, a Satriani è stato chiesto se ricordasse alcuni episodi in particolare che lo vedessero come protagonista insieme alla leggenda di Sticky Fingers.

Satriani ha risposto volentieri dicendo: “Ci sono così tanti episodi da ricordare. Abbiamo condiviso momenti preziosissimi in gruppo. Mick era bravissimo ad includere tutti come se, quella, fosse una band in pianta stabile. Riusciva a mettere chiunque a suo agio. Comunque, Mick lavorava al massimo, regalando al pubblico il meglio di sé stesso e dei suoi musicisti. A dispetto di tutto questo, però, abbiamo avuto momenti divertentissimi”.

“Avevamo modo di vivere i momenti peggiori e quelli migliori insieme – ha continuato – Ho visto Mick affrontare i drammi della vita in tour. Alla fine, i conflitti esistenziali arrivano a prescindere dal contesto; eppure riusciva a mandare tutto avanti con lucidità. Abbiamo fatto due tour insieme. Due tour estenuanti durante i quali Mick affrontava la sua brusca separazione da Keith Richards. Avevano litigato, ma ho sempre saputo che sarebbe riuscito a tornare con gli Stones. Infatti andò proprio così”.

 Quella volta che Mick Jagger morse Joe Satriani sul palco

Andando avanti con il colloquio, Joe Satriani ha ricordato alcuni highlights delle sue esperienze on the road con l’esplosivo Mick Jagger, dicendo: “Ho impressi due punti in particolare di quel periodo. La prima era il modo travolgente con cui Mick interagiva con te durante le sezioni strumentali. Era molto teatrale e, allo stesso tempo, incoraggiante. Sapeva benissimo quando avremmo dovuto lanciare i nostri assoli e quindi aveva perfettamente in mente dove avremmo dovuto posizionarci affinché le luci ci colpissero. Dovevamo scioccare il pubblico, mostrare potenza, Mick voleva che la chitarra ruggisse mentre lui dava spettacolo coi suoi movimenti iconici ed imprevedibili.

Poi, Satriani ha riflettuto sulla propensione che Mick Jagger ebbe nel lanciare la sua carriera, lasciandogli, specie sul palco, spazi lunghissimi in cui poter esprimere a pieno le sue doti innate. Dopodiché. Joe si è soffermato sulle coreografie di Jagger, dicendo: “Se cominciavi a guardarlo ballare, perdevi il ritmo praticamente subito. Lui non si muoveva per te o per la musica, lui regalava emozioni al suo pubblico. Le sue performance erano a tutt’altro livello. Ricordo quando, durante un assolo, lui sopraggiunse alle mie spalle e mi morse. Ricordo di aver avuto un momento di esitazione, prima di ricordare che lui fosse Mick Jagger e che il suo marchio di fabbrica fossero stranezza ed esuberanza! Comunque fu molto strano, faceva smorfie, ballava e improvvisamente mi morse. Pensai che fosse una cosa straordinaria. Quante persone possono dire di essere state morse da Mick Jagger mentre stavano suonando davanti a 90 mila persone?!”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.