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John Frusciante: Il racconto del litigio che definì la rottura con i Red Hot Chili Peppers

Nato per le strade di New York nel 1970, John Frusciante ha fatto del suo carisma, oltre che del suo talento, la più grande arma nel panorama musicale. Il 14 aprile 2012 viene introdotto nella Rock and Roll Hall Fame, ma la sua celebrità accresce molti anni prima come chitarrista dei Red Hot Chili Peppers. Nonostante ciò, la storia tra il chitarrista e la band di Los Angeles ebbe un brusco stop nel 1992, a causa di diversi problemi, tra cui droga e dissidi interni al gruppo. La loro fine seguì un vero e proprio climax che culminò in un boicottaggio, durante un’esibizione, da parte di John che mandò su tutte le furie il frontman Anthony Kiedis. Facciamo un passo indietro, e scopriamo cosa successe.

John Frusciante e il rapporto con Anthony Kiedis

Con l’uscita, nel 1992, dell’album Blood Sugar Sex Magik, i Red Hot si confermano al pubblico come una grande band. Tutto questo a John non piacque fin dall’inizio. Egli era infatti un fan del gruppo prima di diventarne membro attivo, e proprio per questo voleva dedicare le sue attenzioni ai fan più fedeli, come lo era stato lui quando alla chitarra c’era ancora l’ormai deceduto Hillel Slovak. John voleva suonare nei club, nei locali più malfamati, voleva essere a contatto con la strada.

Come se non bastasse, un ormai ripulito Anhtony Kiedis era piuttosto intollerante verso le droghe. John Frusciante al contrario, ne era un consumatore incallito. Tutto questo portò ben presto a far respirare aria di tensione tra il frontaman dei Red Hot e il loro chitarrista. Un rapporto in rottura, che ebbe un epilogo malsano al Saturday Night Live, in cui i Red Hot si esibirono.

L’esibizione al Saturday Night Live

Il gruppo era pronto a salire sul palco, quando John Frusciante arrivò alle mani con un membro della crew. Inoltre, Madonna, presente in quella serata, non sembrava minimamente degnare delle giuste attenzioni il chitarrista, mandandolo su tutte le furie. Il clima era teso, ma nel momento di salire sul palco, i Red Hot provarono a riassestarsi e dare il meglio di loro.

Il primo brano fu Stone Cold Bush, che venne suonata senza troppi intoppi, se non fosse per il calcio sferrato involontariamente da Anthony Kiedis a Frusciante, mentre svolgeva una delle sue coreografie strampalate. Arrivò il momento di Under the Bridge, che sentenziò l’inizio della fine. Frusciante si occupò dell’intro in maniera troppo blanda e disinteressata. Kiedis, insieme al pubblico, rimase sbigottito. Dagli spalti qualcuno commentò negativamente la prestazione, ma non abbastanza da farsi sentire. Il brano proseguì a fatica, con il frontman dei Red Hot sempre più stizzito dalla presenza di Frusciante sul palco.

La tensione è palpabile, e c’è sempre la sensazione che stia per succedere qualcosa. Quel qualcosa avvenne al termine del brano. John Frusciante, suonando le ultime note, cominciò ad ululare e gridare a squarciagola. Urli isterici di un uomo forse fin troppo condizionato dalle droghe. Kiedis afferrò l’asta del microfono e si limitò a fissarlo con sufficienza, facendo terminare il delirio di uno dei chitarristi migliori di sempre.

L’abbandono e il ritorno di John Frusciante

Il 7 maggio 1992, poco dopo l’accaduto, durante un concerto in Giappone, Frusciante abbandonò il gruppo. Non fu un addio, visto che egli tornò ad essere un membro dei Red Hot Chili Peppers dal 1998, per poi concentrarsi soltanto sui propri lavori e mollare tutto nuovamente nel 2009.

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Studente universitario, appassionato di sport, cinema, scrittura e rock. Articolista di storie o aneddoti, ma in grado di scrivere notizie di ogni genere e stilare classifiche.