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John Lennon, Yoko Ono e il rapimento da cui nacque il brano Imagine

Imagine di John Lennon è uno dei brani più iconici e conosciuti della storia del rock. Pubblicata nel 1971 ed inserita nell’album omonimo, la canzone viene spesso interpretata in chiave pacifista: dietro questo brano, tuttavia, si nasconde una storia che non tutti conoscono.

I precedenti matrimoni di John Lennon e Yoko Ono

Il brano, composto da Lennon insieme alla sua musa ispiratrice Yoko Ono, ha segnato intere generazioni. C’è però un precedente fondamentale che ha ispirato la stesura del testo: il rapimento della figlia di Yoko Ono, Kyoko.

Per analizzare al meglio la storia è doveroso fare un passo indietro. Prima del loro incontro sia Yoko che John erano reduci da un precedente matrimonio: Lennon con Cynthia Powell, Yoko con Anthony Cox. L’artista giapponese, dal suo precedente matrimonio col produttore discografico, ebbe una bambina: Kyoko.

Kyoko è anche il titolo di un interessante documentario targato Marcos Cabotà Samper e Joan Bover Baurell e candidato ai premi Goya. I due registi, raccogliendo quante più testimonianze possibili, sono riusciti a ricostruire perfettamente questa surreale storia.

La piccola Kyoko, quando Yoko Ono si innamorò di Lennon, fu affidata al padre (residente in Spagna, a Palma de Mallorca). Nell’aprile del 1971 l’ex Beatles e la sua musa ispiratrice atterrarono a Mallorca, col pretesto di seguire alcuni incontri di meditazione del guru indiano Maharishi Mahesh Yogi. Tuttavia, le reali intenzioni della coppia erano ben diverse: il loro unico obiettivo era trascorrere del tempo con la piccola Kyoko.

John Lennon e Yoko Ono iniziarono così la loro ricerca. Prima contattarono un giornalista musicale locale, poi un investigatore privato per ottenere quante più informazioni possibili. La coppia riuscì ad individuare l’asilo nido, a prelevare la bambina senza troppi problemi e a recarsi in un albergo vicino. Lennon e Yoko iniziarono ad ordinare dolci e gelati, cercando di soddisfare ogni desiderio della bambina. I tre trascorsero diverse ore in totale spensieratezza prima che la polizia locale, dopo la denuncia di Cox, scoprì il loro “covo segreto”. La denuncia per sequestro di persona, ovviamente, fu inevitabile.

Il rapimento della piccola Kyoko

Nel documentario i due registi spagnoli sono riusciti perfettamente a ricostruire quelle 24 ore fatali, intervistando chiunque avesse anche un minimo collegamento con quella storia. Nel filmato è stata addirittura aggiunta la registrazione audio di Lennon di fronte al giudice e agli avvocati: ”Anthony è paranoico. Noi non volevamo portare via sua figlia. Lui pensa che siamo persone potenti e quindi possiamo farle del male, ma non è così. John e Yoko non potrebbero mai fare del male a Kyoko. E, soprattutto, non la potremmo nascondere da nessuna parte, siamo troppo famosi. Yoko ha sempre sostenuto la tesi che la bambina dovesse avere la possibilità di vedere entrambi i genitori e io credo abbia ragione.”

Le parole del musicista, però, non bastarono a convincere il giudice. La svolta arrivò solo quando l’ex marito di Yoko Ono ritirò la denuncia, intimando però alla coppia di lasciare l’isola.

Pochi mesi dopo i fatti di Mallorca, John Lennon e Yoko Ono incisero “Imagine”, inno di fratellanza e pace. “Coloro che entrarono in contatto con Lennon in quel periodo hanno confermato che la vicenda di Mallorca cambiò radicalmente il suo modo di pensare e anche di fare musica.” Ha spiegato il regista Cabotà, aggiungendo: “Tutto ciò non può essere dimostrato, ma solo pochi mesi dopo questo evento è stata pubblicata l’iconica ‘Imagine’. E, non a caso, in una strofa Yoko e Lennon recitano: “I hope someday you will join us” (Spero che un giorno ti unirai a noi).”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)