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Keith Richards: quella volta che una fan gli salvò la vita

Non sorprende che lo stile di vita del chitarrista dei Rolling Stones, Keith Richards abbia messo, più volte, a rischio la sua incolumità. Eccessi e dissolutezze che, soprattutto negli anni ’70, hanno dato al mitico chitarrista degli Stones non pochi grattacapi, soprattutto con la giustizia. Molte volte, Keith Richards, ha sfiorato la morte a  causa dell’overdose e dell’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti cui era particolarmente avvezzo. Nel 1977, Keith Richards visse un momento critico, dal quale scampò solo grazie ad una fan di nome Rita Berdard.

In quel tempo, il chitarrista si trovava in Canada con colei che, all’epoca, era la sua ragazza, Anita Pallenberg. Durante il volo, le autorità constatarono che, la donna, stesse portando con sé della droga. La coppia stava viaggiando separatamente, cercando di raggiungere gli altri membri dei Rolling Stones che, intanto, si accingevano ad ultimare i preparativi per la registrazione dell’album Love You Live al nightclub El Mocambo.

La dose personale della Pallenberg era abbastanza affinché la polizia facesse irruzione nella camera dell’ Harbour Castle Hilton in cui alloggiava Richards. “Non riuscivano a svegliarmi”, ha ricordato Richards. Successivamente, il chitarrista dei Rolling Stones ha spiegato che, secondo le leggi vigenti in Canada, è possibile arrestare una persona solo quando questa è cosciente di ciò che sta accadendogli. Nella sua autobiografia del 2010, intitolata Life, Keith ha dichiarato di non essere stato capace di rinvenire nonostante i poliziotti continuassero a percuoterlo. Il musicista ha ammesso di non aver dormito per 5 giorni prima di quell’episodio. Le autorità hanno ritrovato, in un secondo momento, una quantità di droga così ingente da imputarlo per possesso di stupefacenti ai fini del traffico.

Cosa accadde nella camera di Keith Richards?

La polizia irruppe nella camera di Keith Richards con un’ordinanza relativa al reato commesso in precedenza dalla compagna. Viste le fattispecie criminose nelle quali Richards verteva, le accuse furono spostate su di lui. La cauzione da pagare per scagionare Keith era salatissima e in costante aumento, così il chitarrista fu costretto a scontare la sua pena in carcere.

Gli anni ’70 furono un momento particolarmente buio per il leggendario chitarrista dei Rolling Stones. L’abuso di stupefacenti lo portò più volte di fronte alle corti dei tribunali più disparati, ma in quell’occasione sembrò non ci fosse una via d’uscita. Era l’ottobre del 1978 quando, secondo la biografia di Richards, questi si sottopose ad un processo decisivo. “Ricordo che ogni volta in cui entravo in aula di tribunale, c’erano più o meno 600 persone che, dall’esterno, chiedevano a squarcia gola di liberarmi. Poi, in un angolo, c’era il mio angelo custode, Rita Berdard”.

Chi è Rita Berdard?

Rita è una donna non vedente che ha saputo andare oltre ogni suo limite, seguendo, in gioventù,i Rolling Stones, in giro per il mondo per i loro concerti. Keith Richards la definisce una donna impavida. Rita Berdard assistette il chitarrista degli Stones durante il suo periodo più buio. Innanzi ad una sentenza che l’avrebbe condannato a 7 anni di reclusione, Rita riuscì a convincere centinaia, se non migliaia di persone, dell’innocenza di Keith.

C’era lei dietro i tumulti che avevano luogo fuori le aule dei tribunali che accusavano Richards. Rita ha compiuto la sua opera più altruistica quando parlò con il giudice per modificare la pena del chitarrista. La donna propose di far continuare le terapie di riabilitazione di Keith e di farlo esibire all’istituto nazionale canadese per i non vedenti. La donna riuscì a persuadere la corte, scagionando il musicista che, per il contributo offerto alla musica e, in particolare, ai Rolling Stones, le è ancora infinitamente grato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)