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Kelly Osbourne, la figlia di Ozzy ammette: “sono quasi morta per colpa delle droghe”

Ozzy Osbourne, cantautore, attore e storico frontman dei Black Sabbath, è una figura chiave dell’heavy metal e, non a caso, è considerato da molti come il padrino di tale genere. Buona parte della sua fama, oltre che dalla sua incredibile voce e dai suoi lavori con i Sabbath, deriva anche e soprattutto dagli eccessi e le follie (molto spesso collegate ad alcool e droghe) legate alla sua persona. Se dovessimo raccontare tutte le storie e le leggende legate al Principe delle tenebre, infatti, non basterebbero libri interi. Gli anni bui e i periodi difficili di Ozzy Osbourne sono ormai lontani e, lo stesso discorso, vale anche per sua figlia: Kelly Osbourne.

I problemi di Kelly Osbourne con le droghe

Kelly Osbourne, classe 1984, ha recentemente svelato alcuni dettagli della sua vita privata, soffermandosi in particolar modo sul periodo legato alle droghe. Per anni, infatti, la figlia di Ozzy e Sharon ha abusato di tali sostanze, rischiando più volte la vita:

“Purtroppo è stato un periodo difficile, molti miei amici non ce l’hanno fatta. Salutarli per l’ultima volta è stato orribile: ho avuto il senso di colpa da “sopravvissuta” per moltissimo tempo. Fortunatamente sono tre anni che sono pulita.” 

Ovviamente non stiamo raccontando niente di nuovo: nella serie televisiva “The Osbournes”, infatti, Kelly insieme agli altri membri della famiglia avevano raccontato ogni possibile aneddoto e bizzarria. Ciò che forse non sapete è che Kelly Osbourne per parecchi anni è entrata ed uscita dal rehab, per un totale di ben 7 ricoveri.

Il periodo in riabilitazione

Ora Kelly Osbourne è pulita e non ha paura di raccontare i momenti più brutti della sua vita:

“In un certo periodo della mia vita pensai: ‘non voglio, non voglio più vivere così’. In casa misi perfino delle tende nere, a volte non sapevo manco se fosse giorno o notte. Capii ben presto che se avessi continuato così non ce l’avrei fatta, che sarei morta se avessi continuato con certe brutte abitudini.” Ha raccontato senza peli sulla lingua Kelly Osbourne, aggiungendo: “Un giorno presi il cellulare e, da ubriaca persa, chiamai mio fratello Jack. Poco tempo dopo venne da me ed entrai nella sua macchina, indossavo solo una magliettina e biancheria intima. Ricordo di avergli urlato: “John, non voglio essere una grassona ubriaca e pure perdente. Voglio essere magra e voglio essere una vincente.”

Da quel momento in poi iniziò la vera e proprio presa di coscienza della figlia di Ozzy Osbourne: 

“Pensai: ‘ok, se devo farlo allora lo farò seriamente’. E così sono andata in terapia per sei mesi e per circa sei ore al giorno.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)