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KISS, Bruce Kulick: “Il Coronavirus rovinerà la vita di molti artisti, ecco perchè”

L’emergenza Coronavirus ha posto in essere una grandissima difficoltà sanitaria, economica e soprattutto sociale. Ad essere oggetto di questa grande crisi non sono soltanto coloro che direttamente vengono colpiti dalla pandemia, ma anche e di riflesso tutti coloro che hanno un’attività lavorativa, che vivono di un certo tipo di compenso e che hanno bisogno di una certa regolarità di fattori per ritrovarsi in una situazione favorevole. Tra i tanti, non possono essere non citati anche gli artisti, i cantanti e i musicisti che hanno bisogno continuamente di esibizioni e manifestazioni musicali per trarre un qualche tipo di guadagno concreto, tale da portarli non tanto ad una ricchezza, ma ad un benessere che sia positivo per la loro vita. È per questo motivo che Bruce Kulick, che ha avuto un passato nei Kiss, ha affermato che il Coronavirus rovinerà la vita di molti artisti. Vi spieghiamo il perché servendoci delle sue dichiarazioni.

Le dichiarazioni di Bruce Kulick

Di seguito, vi citiamo le dichiarazioni di Bruce Kulick sulla realtà disastrosa del Coronavirus: “La realtà è molto, molto concreta, nel senso che potrebbe dipendere da persone che prendono una decisione, ‘Beh, non voglio andare in pensione’, ma se non fare ciò significasse mettere potenzialmente a rischio la mia vita, potrei doverlo prendere in considerazione. E ho avuto queste conversazioni – ho 66 anni – con persone che rispetto, dal mio uomo d’affari al mio commercialista, fino agli amici medici. E nessuno sa dove andrà a finire, è il feedback che ricevo per me. Ma in questo momento non devo prendere una decisione, quindi non voglio farlo, ma se dovessi andare in pensione nel senso tradizionale, sarei ancora attivo.”

E ancora: “Ma di certo non so se la prossima volta sarà sicuro per me viaggiare ed esibirmi. Forse anche se hai cinquant’anni, potresti dover guardare la cosa in modo diverso, perché a quanto pare questo virus è molto frainteso, e lo so dai medici che conosco. Nessuno è veramente immune. L’informazione su questa cosa è stata difficile da seguire, perché continua a cambiare, purtroppo. Quindi penso che tutti debbano imparare nuovi modi per essere in contatto con i propri fan e fare le cose. Certamente, questa idea di un concerto drive-in, sappiamo che è probabilmente la cosa più sicura che si possa fare, anche se a me non sembra proprio un concerto – sembra un film, con i bambini”.

Bruce Kulick e il suo passato nei KISS

A proposito di Bruce Kulick, di cui abbiamo precedentemente parlato in merito alle sue dichiarazioni sul Coronavirus, non possiamo che sottolineare anche la sua esperienza con i Kiss, i quali persero Marc St. John che si era ritirato per motivi di salute e decisero di rimpiazzarlo proprio con il chitarrista statunitense. Il suo contributo artistico, per quanto abbia avuto una durata relativamente breve, è stato di grandissimo livello e di eccelsa qualità, data una tecnica indiscussa che gli permise di reggere il confronto anche con artisti di grande rilievo. La sua collaborazione con la band statunitense è terminata nel 1996. Da quel momento in poi il chitarrista ha preferito continuare da solista pubblicando tre album in studio, a partire dal 2000, e fondando altre formazioni con cui ha comunque dato vita a diverse pubblicazioni discografiche.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.