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Kurt Cobain non voleva essere una star: “voglio solo nascondermi e suonare”

Kurt Cobain non ha semplicemente cambiato un certo momento musicale, con i suoi Nirvana e tutta la sottocultura del Grunge. Kurt Cobain ha cambiato la mentalità e la coscienza collettiva di una fetta della sua generazione – spingendo i giovani a riflettere sull’apatia, l’omologazione e l’accettazione di se stessi. A distanza di anni – da quel fatidico 1994 in cui scomparve tragicamente – ancora si guarda a Cobain come all’icona di un pensiero alternativo, ad un idolo per milioni di menti – al quale però non poteva importare di meno di essere fonte di ispirazione.

La permanenza di un idolo

Kurt Cobain avrà sempre quell’espressione da eterno ragazzino e quel viso non scalfito dal tempo. Nonostante gli anni e le mille storie su di lui – il cantante dei Nirvana continua ad essere una delle icone più influenti e idolatrate degli anni ’90. Un fatto che – probabilmente – avrebbe fatto storcere il naso al diretto interessato. Perché se oggi come allora Cobain era l’emblema di tutto ciò che fosse cool e alla moda, a lui di essere cool non poteva importare di meno. “Come As You Are” canta in uno dei suoi pezzi più famosi e iconici di Nevermind.

Non è importante il tuo orientamento sessuale, il colore della tua pelle, il tuo genere. Ciò che conta è che tu sia te stesso. E c’è molta apertura mentale e umanità in tutto questo. Ma la cosa più importante – che rende autentico il suo messaggio – è la semplicità con la quale viene trasmesso. Kurt Cobain non vuole indottrinare né tirarsi dietro le masse. A lui non importa essere un idolo. Vuole essere autentico. “Cos’è alternativo? Cos’è la controcultura? Cos’è cool? Chi lo sa? A chi importa? Se essere alla moda è quello che ti importa, sei un’idiota”.

L’influenza dei Nirvana

La musica dei Nirvana e l’ideologia di Kurt Cobain – che permea i testi della band – influenzano e segnano profondamente la musica che verrà dopo di loro. Il sogno americano della generazione degli anni ’90 diventa il Teen Spirit. I giovani si identificano in Cobain, si vestono come lui, suonano le sue canzoni. Ma lui – imperterrito – continua a sminuire il proprio talento o se non altro la spinta sovversiva di ciò che sta facendo con i Nirvana. “Non capisco niente di musica dal punto di vista tecnico […] So solo ciò che suona meglio per noi”. Ecco perché nella sua Arte e nelle sue esibizioni live si percepisce un potere, un’energia autentica difficile da eguagliare.

Kurt Cobain sa rispondere con ironia e spontaneità alle critiche di chi lo circonda. Quando nel 1992 – in occasione del Reading Festival – inizia a circolare la voce che lui e Courtney Love non stiano bene, il cantante si presenta sul palco in sedia a rotelle. Uno schiaffo morale a chiunque poteva parlare o inventare cose sulla sua vita. Ancora oggi – rileggendo alcune delle frasi più famose di Cobain – si riscopre un uomo incredibilmente profondo e già avanti con i tempi. Ma soprattutto un uomo che – fino alla fine – voleva solo essere sé stesso. “Potrei sedermi su una sedia e suonare la chitarra acustica come Johnny Cash o qualcosa del genere, e non sarebbe uno scherzo”.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.