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Freddie Mercury, l’uomo che da Zanzibar conquistò il mondo

Freddie Mercury, alias Farrokh Bulsara, probabilmente è il più grande frontman di tutti i tempi. Lo storico leader dei Queen, come ben sapete, non era nato in Inghilterra, ma nell’isola di Zanzibar: all’ospedale della capitale Stone Town. Casa sua, invece, si trova all’incrocio tra Kenyatta Road Gizenga Street, nel centro storico del paese. In quella città ci rimase ben poco, fino all’età di 8 anni, accudito dalla madre (di origini persiane) e dal padre (nativo della penisola indiana).

I primi passi di Farrokh Bulsara, in arte Freddie Mercury

E, proprio in India, Farrokh intraprese i primi studi: nella sua isola natale ci tornò solo 8 anni dopo, quando aveva 16 anni, ma solo per un breve periodo. Il 12 gennaio 1964, infatti, scoppiò una rivoluzione a Zanzibar ed il piccolo Farrokh insieme ai suoi genitori, Bomi e Jer, fuggì da quel clima di violenze e tensioni e si trasferì a Feltham, in Inghilterra, diventando un cittadino registrato del Regno Unito il 2 giugno 1969.

Al giorno d’oggi casa Bulsara non è più un’abitazione comune: al suo posto c’è un negozio di souvenir chiamato Zanzibar Gallery. Tuttavia, all’entrata potrete notare una placca in oro sopra la porta d’ingresso con scritto “Mercury House”, insieme ad una serie di cornici con delle fotografie d’epoca che ritraggono il giovane Bulsara/Mercury ancora bambino.

Il dualismo Freddie Mercury rockstar-Farrokh Bulsara rifugiato

Farrokh, però, non ha mai amato ed accettato il suo vero nome, tanto da trasformarlo presto in Freddie. Ovviamente ciò non piacque troppo ai genitori, ma col tempo impararono ad accettarlo. Ancora oggi il frontman dei Queen, così come la sua band, è amato ed idolatrato un po’ in tutto il mondo. Tutto il mondo tranne a Zanzibar si intende. Molti visitatori, infatti, si sono recati nell’isola e hanno notato una sorta di rifiuto verso quella figura, quasi come se volessero dimenticarla.

I motivi? Beh come ben sapete Freddie Mercury era omosessuale e i ripetuti festini all’insegna del sesso e del divertimento erano noti a tutti. A Zanzibar l’omosessualità era (ed è ancora oggi) vista come un tabù e non era tollerata. In più, la scelta del cantante di rinnegare le proprie origini, trasformando anche il nome, fu vista malissimo.

Nonostante tutte le controversie, nella sua città natale è stato inaugurato un museo a lui dedicato. Il Freddie Mercury Museum, situato al piano terra dell’abitazione di Mercury, è stato ideato dall’impreditore italiano Andrea Bolero e Javed Jafferji, fidato amico della famiglia Bulsara.

Per questo, e per tanti altri motivi, è necessario fare una scissione tra Freddie Mercury la rock star e Farrokh Bulsara il rifugiato. Prima di dedicarsi alla musica e di esibirsi avanti a milioni di persone, Mercury era un rifugiato politico, un bambino in cerca di libertà e tranquillità.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)