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La storia della reunion peggiore della storia del rock

La reunion dei Led Zeppelin con Phil Collins, avvenuta in occasione della realizzazione del Live Aid, ha caratterizzato uno dei peggiori momenti nella storia della musica, per una serie di fattori che hanno portato a pensare a quel disastroso concerto che tutti hanno avuto modo di osservare. Nel parlare di quella che potrebbe definirsi la peggiore reunion della storia del rock, vogliamo citarvi tutti i punti di vista, che si sono ben espressi in merito.

Le dichiarazioni di Robert Plant sulla reunion dei Led Zeppelin con Phil Collins

A parlare della reunion dei Led Zeppelin con Phil Collins sono stati, in prima battuta, Jimmy Page e Robert Plant, da sempre consapevoli di quanto incredibilmente negativo sia stato quel momento nella storia della formazione britannica. In particolar modo, il cantante ha avuto modo di raccontare la sua esperienza in un’intervista esclusiva, all’interno della quale ha spiegato: “Emotivamente, stavo rimangiando ogni parola che avevo pronunciato. Ed ero rauco. Avevo fatto tre concerti a stento prima di arrivare al Live Aid. Abbiamo fatto le prove nel pomeriggio, e quando sono salito sul palco, la mia voce era sparita da tempo”.

E ancora: “I miei ricordi principali, in realtà, erano di panico totale. John Paul Jones è arrivato praticamente lo stesso giorno dello spettacolo e abbiamo avuto circa un’ora di prove prima di farlo. E questo sembra un po’ un’acrobazia da kamikaze, davvero, se si pensa a quanto bene sono abbiano provato tutti gli altri”.

Il racconto di Phil Collins sulla reunion dei Led Zeppelin

A dimostrazione del fatto che la disastrosa reunion dei Led Zeppelin non sia, in realtà, una causa di Phil Collins, lo stesso batterista dei Genesis ha avuto modo di raccontare quale fosse il clima che ha portato alla realizzazione del concerto dei Led Zeppelin al Live Aid. Nello specifico ha dichiarato: “Sapevo che le ruote si stavano staccando fin dall’inizio delle prove. Non riuscivo a sentire Robert chiaramente da dove ero seduto, ma sentivo abbastanza per sapere che non era al massimo della forma. Idem per Jimmy. Non ricordo di aver suonato ‘Rock And Roll’, ma ovviamente l’ho fatto. […] Se riesci a trovare il filmato (gli Zeppelin hanno fatto del loro meglio per cancellarlo dai libri di storia), puoi vedermi mimare, suonare l’aria, togliermi di mezzo per evitare il naufragio di un treno. Se avessi saputo che si trattava di una band di due batteristi, mi sarei tolto di mezzo molto prima di arrivare a Philadelphia”.

E ancora: “Sul palco non ho tolto gli occhi di dosso a Tony Thompson. Ero incollato a lui. Ero costretto a seguirlo, ha preso il comando con la mano pesante e ha scelto di ignorare tutti i miei consigli. Mettendomi nei suoi panni, stava pensando: ‘Questo è l’inizio di una nuova carriera. John Bonham non c’è più. Vorranno qualcuno. Potrebbe essere l’inizio di una reunion dei Led Zeppelin. E non ho bisogno di questo stupido inglese sulla mia strada’. Non lo sto giudicando, Dio benedica la sua anima. Thompson era un batterista fantastico, ma era molto scomodo, e se avessi potuto lasciare quel palco, me ne sarei andato, a metà strada di Stairway… se non prima.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.