La storia di Africa, la più grande Hit dei Toto

La lunga carriera della band rock dei Toto ha vissuto uno dei suoi picchi più alti con la realizzazione del brano Africa, dedicato all’omonimo continente. La canzone risale al 1982 e fa seguito ad un momento non proprio esaltante del gruppo formatosi a Los Angeles nel 1976. Ecco come è nato uno dei più grandi successi discografici di Steve LukatherDavid Paich e gli altri membri del complesso americano.

Perché David Paich ha deciso di dedicare un brano all’Africa

Il cantante, tastierista e autore David Paich può essere considerato come l’autentico fautore del grande successo di Africa. Dopo aver ricevuto una tastiera Yamaha CS-80, inizia ad abbozzare una sequenza di note, che poi saranno l’incipit del brano inserito nell’album Toto IV. Paich è affascinato dal cosiddetto continente nero, senza esserci mai stato.

“Ho adorato i film sui missionari africani”, esordisce il musicista. “Frequentavo una scuola cattolica con molti insegnanti che erano stati missionari in Africa. Mi parlavano della benedizione degli abitanti del villaggio, dei loro raccolti, delle loro Bibbie e della pioggia. Per questo ho inserito una citazione sulla benedizione delle piogge in Africa. Ho scritto di una persona che vola per incontrare un missionario, in una storia d’amore romantica nel territorio africano, così come l’avevo sempre immaginata”.

David Paich si è ispirato anche ad un documentario che ha raccontato l’Africa nei suoi aspetti più drammatici. “Sono rimasto commosso dalla terribile sofferenza della gente, con immagini sempre rimaste nella mia testa. Ho immaginato come mi sarei sentito se fossi stato da quelle parti”. Il compositore scrive il brano nel giro di soli 10 minuti, aggiungendo il testo alla melodia in maniera spontanea con suo immenso stupore. Ritiene che sia stato “un potere superiore a scrivere” servendosi di lui, con parole che “stavano uscendo come per magia”.

Lo scetticismo iniziale di Lukather e Kimball

Dopo il primo ascolto, i membri dei Toto rimangono molto scettici. Il chitarrista Steve Lukather promette che se diventerà un successo, correrà “nudo lungo Hollywood Boulevard”“Africa? – chiede a Paich – Siamo di Hollywood, di cosa stai scrivendo? Che vuol dire Benedico le piogge in Africa? Sei Gesù?”. Al tempo stesso, il cantante Bobby Kimball non è entusiasta della canzone e non ha intenzione di inserirla nel nuovo disco della band.

Le cose cambiano quando il gruppo ha l’esigenza di scegliere l’ultimo brano del suo lavoro discografico e aggiunge anche Africa, quasi in maniera casuale. Nonostante ciò, Lukather continua a ritenere la canzone come “la peggiore dell’album”. Il pezzo richiede molto tempo per essere perfezionato, con il tastierista Steve Porcaro che utilizza un sintetizzatore per riprodurre il suono della kalimba, piccolo strumento a percussione africano. Suo fratello Jeff Porcare, batterista, suona insieme al percussionista Lenny Castro. Il loro obiettivo è rendere l’esibizione complessiva più spontanea possibile, nonostante gli accorgimenti sofisticati.

Un successo sorprendente

Toto continuano a credere ben poco al possibile successo di Africa e lo inseriscono come ultima traccia del Lato B del loro album Toto IV. Quest’ultimo esce l’8 aprile 1982, con il primo singolo Rosanna che arriva al secondo posto nella classifica statunitense e il successivo Make Believe che passa quasi inosservato. La situazione cambia proprio con l’apparizione nelle radio di Africa. Già nella prima settimana, il singolo raggiunge la vetta della classifica di Billboard, diventando in breve tempo il brano più famoso del repertorio dei Toto.

Il pezzo raggiunge il primo posto anche in Canada e la Top 10 in diversi paesi, tra i quali Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda, Austria, Olanda, Svizzera, Belgio. Viene considerato come il vero manifesto della rock band e l’ha resa famosa in ogni angolo del globo. In Sud Africa, verso la fine degli anni ’90, la gente chiede ai membri dei Toto quando siano stati in Africa. Alla risposta di Paich, “Mai”, i fan lo elogiano di aver descritto una simile realtà in maniera magnifica.

Il video è stato diretto da Steve Barron e, ovviamente, contiene numerosi riferimenti al continente africano. Negli anni successivi, la canzone si è fatta sentire in numerose trasmissioni televisive, da Stranger ThingsChuck, da I GriffinSouth Park. La CBS ha utilizzato questa traccia in occasione del funerale di Nelson Mandela. Inoltre, nel mese di gennaio 2019, la canzone viene riprodotta in loop costante in un punto desertico indefinito della Namibia. Basterebbero tutti questi elementi per capire quanto un brano possa essere considerato storia della musica.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)