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La storia di come i Led Zeppelin scrissero Black Dog

Torniamo oggi a parlare di una delle band più famose di tutti i tempi: i Led Zeppelin. Autori di alcuni grandi brani come Whole Lotta Love, Stairway To Heaven, Immigrant Song, Kashmir, Ramble On, Black Dog e tanti altri ancora, i Led Zeppelin hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica. In questo articolo vogliamo soffermarci su uno dei più grandi successi della band britannica: Black Dog.

L’album Led Zeppelin IV e l’iconico riff di Black Dog

Black Dog è, senza ombra di dubbio, uno dei cavalli di battaglia dei Led Zeppelin. Contenuta nell’album del 1971 Led Zeppelin IV (anche noto come Zoso Four Symbols, The Fourth Album, The Hermit) e pubblicata poi come singolo insieme a Misty Mountain Hop, Black Dog presenta uno dei riff più iconici e facilmente riconoscibili dell’intera discografia della band.

Ciò che rende così potente questo brano dei Led Zeppelin è proprio la natura del riff centrale, nato dalla mente geniale del bassista John Paul Jones. Il musicista di Sidcup lo pensò durante un viaggio in treno, di ritorno da una giornata in sala prove con Jimmy Page. John Paul Jones, al secolo John Baldwin -che da tempo cercava un riff che fosse complesso e spettacolare allo stesso tempo– lo trascrisse mentre era in viaggio su un foglio utilizzando un antico sistema di notazione che aveva imparato dal padre.

Le curiosità sul brano non sono certo finite qui! Il bassista Jones, infatti, dichiarò successivamente di essersi ispirato al brano del cantautore statunitense Howlin WolfSmoke Stack Lightning, dall’album ‘Moanin’ in the Moonlight’- per il riff di Black Dog. Veniamo ora all’origine del nome ‘Black Dog’.

L’origine del nome e la storia del labrador retriever nero

Iniziamo col dire che il titolo ‘Black Dog‘ scelto dai Led Zeppelin centra ben poco con il significato del testo. E, a questo punto, una domanda sorge spontanea: come mai la band britannica scelse proprio questo titolo? Il ‘cane nero‘ presente nel titolo fa riferimento ad un cane randagio che vagava per gli studi di registrazione dove gli Zeppelin erano impegnati a provare: gli studi di Heandley Grange (che in tutto ciò rispecchiavano esattamente il gusto per l’occulto di Jimmy Page e offrivano alla band una chiara visione di quello che sarebbe stato l’album). Si trattava in effetti di un labrador retriever nero e, quello degli Zeppelin, è stato un semplice omaggio a questo tenero amico a 4 zampe che li ha tenuti compagnia durante le prove.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)