Jeff Buckley, storia

La storia di Jeff Buckley, cantante strepitoso scomparso troppo presto

Un mito senza tempo e figlio del celebre musicista, compositore e folk singer che negli anni sessanta e settanta scrisse canzoni e interi album divenuti poi pietre miliari della storia del rock: Tim Buckley. Vogliamo raccontarvi la storia di Jeff Buckley, cantante passato alla storia nonostante sia scomparso troppo presto.

L’infanzia senza Tim Buckley

Il racconto della vita di Jeff arriva dal film “Greetings from Tim Buckley” di Daniel Algrant. La pellicola riesce ad essere convincente e commovente, disegnando i drammi interiori dei due protagonisti, circondati da una vita piena di silenzi.
Non si sa se effettivamente Jeff abbia sentito per la prima volta la voce di suo padre provenire da un vinile.
Buckley Sr. aveva fatto visita al figlio soltanto due volte nella sua vita; soltanto in uno di quei due episodi, Jeff si rese conto che quell’estraneo fosse effettivamente suo padre.
Questo accadde, infatti, nel 1975, pochi mesi prima della morte del padre dovuta ad un overdose.

Tributo a papà Tim

Nel 1991 Jeff fu invitato a prendere parte ad un tributo a New York dedicato al padre scomparso sedici anni prima. Fu convocato, in qualità di musicista, per l’esibizione commemorativa che prevedeva l’esecuzione di alcuni brani estrapolati dal repertorio di Buckley Sr. affinché anche lui potesse celebrarne il ricordo.
Jeff accettò e il 26 aprile 1991, si esibì nella chiesa di St. Ann a Brooklyn determinando l’inizio della sua carriera da cantante.
Questa esibizione dimostrò quanto effettivamente fossero simili padre e figlio, ma ciò non venne mai accettato da Jeff, per l’odio che provava verso il padre defunto.

La storia di Grace, unico album in studio pubblicato da Jeff Buckley

Nel 1994, Jeff Buckley produsse il suo primo e unico album in studio: Grace.
Il successo del disco fu enorme, infatti fu inserito al 303° posto della lista dei 500 migliori album di tutti i tempi, stilata da Rolling Stone.
Nonostante ciò, per produrre il disco spesero circa un milione di dollari, data la libertà che diedero al cantante per lavorarci.
L’ex manager di Jeff Buckley, Dave Lory, è stato invitato al Alternative Nation Desperate Times per presentare il libro “Jeff Buckley: From Hallelujah To The Last Goodbye“, in cui ha parlato delle difficoltà incontrate per annunciare la morte del cantautore.
Negli anni novanta, Lory rinunciò a collaborare con i Nirvana perché “Grace è un disco senza tempo. Lo ascolti oggi, non sai da che decennio venga o se è un disco nuovo e questo è un risultato speciale per un solo disco“.

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Asia Falconi, classe 2000, amante del rock 'n roll e di ogni sua sfumatura. Appassionata di film horror, libri, Pink Floyd ed ACDC. A volte mi fingo fotografa. (falconiasia@gmail.com)