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La storia di Jonathan Moreland, l’uomo che si suicidò durante un concerto dei Cure

Il gruppo post-punk inglese dei Cure, nati nel 1976, nella loro lunga carriera hanno suonato in tantissimi luoghi diversi ed attraversato i più svariati palchi. C’è, però, un concerto che non dimenticheranno mai. Il concerto che ha cambiato inesorabilmente la storia dei Cure: quello del 1986 al Forum di Los Angeles.

Il concerto del 1986 che ha cambiato inesorabilmente la storia dei Cure

Prima di analizzare il fatto è doveroso fare un passo indietro. Il Forum di Los Angeles, all’epoca stadio dei Lakers, ospitava sia eventi sportivi che spettacoli musicali. La sera del 27 luglio 1986 si trasformò invece in un teatro degli orrori. Un uomo, dopo una delusione amorosa, decise di affogare i propri dispiaceri recandosi ad un concerto dei Cure. Jonathan Moreland, 38 anni anni, scelse il metodo più crudo e veloce: il suicidio.

Quella sera, nel palazzetto, tutto sembrava andare per il verso giusto. Le luci si abbassarono, Robert Smith e soci impugnarono i loro strumenti, pronti a deliziare la platea. Ma, proprio tra il pubblico, vestito con stivali neri e cappello da cowboy,  si nascondeva anche Jonathan. L’uomo, ad un trattò, levò al cielo il suo coltello da caccia (introdotto di nascosto superando i controlli di sicurezza) e iniziò a sferrarsi feroci coltellate al petto e allo stomaco. Sangue ovunque. Panico ed urla, tra l’incredulità di alcuni presenti che pensavano facesse parte dello show e il caos generale. Passarono diversi minuti prima che polizia e sicurezza riuscissero ad intervenire, ma, ormai, era troppo tardi.

Il concerto al Forum di Los Angeles ed il suicidio di Jonathan Moreland

Furono 9 i fendenti fatali e Jonathan non ce la fece. Prima di esalare l’ultimo respiro, però, confessò: “Ho fatto questa cosa perché la donna che amo non ricambia il sentimento.” Nel suo furgone, parcheggiato poco distante dal palazzetto, vennero ritrovati fogli, appunti e tutti i dettagli circa il suo suicidio studiato a tavolino.

Qualche anno dopo il musicista della band Perry Bamonte, commentando l’episodio, disse: “C’era un gran caos. Si sentivano solo urla. Ho visto la folla radunarsi in cerchio e, al centro, quell’uomo che continuava a piantarsi quel coltello nella pancia. È stata un’esperienza surreale ed agghiacciante.”

Il concerto si svolse regolarmente, ma quella storia non lasciò indifferenti i membri dei Cure. La loro etichetta discografica rilasciò una dichiarazione a nome della band: “Siamo ancora sotto choc. Non riusciamo a credere che qualcuno abbia potuto fare una cosa del genere, durante un concerto poi. Per la band è stato davvero un brutto colpo, un evento spiacevole che si è verificato durante l’ultimo atto del loro tour americano. ” Il 27 luglio 1986 è una data che i Cure non dimenticheranno facilmente: quel concerto ha cambiato inesorabilmente la storia della band.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)