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La storia di Mavis Staples, la voce che incantò Bob Dylan

“Penso spesso a cosa sarebbe successo se avessi sposato Bob Dylan e se avessimo avuto dei figli -racconta Mavis Staples-  oggi probabilmente canterebbero, mentre io e Bobby ci prenderemmo cura l’uno dell’altro”. Mavis Staples, cantante soul e gospel nata a Chicago il 10 luglio del 1939, non ha certo dimenticato la sua storia con il Menestrello di Duluth: il ricordo di quell’amore, anzi, è oggi più vivo che mai. Certo, Mavis Staples e Bob Dylan -al secolo Robert Allen Zimmerman– sono ancora oggi grandi amici, hanno perfino collaborato e duettato sulle note di “Gonna Change my way of Thinking” (contenuta nell’album del ’79 Slow Train Coming di Dylan) e si sono incontrati nel 2002 l’ultima volta, ma quello che è successo nel 1963 resterà nella storia.

L’incontro tra la cantautrice Mavis Staples e Bob Dylan, il Menestrello di Duluth

Era il 1963, appunto, quando Bob Dylan chiese a Roebuck Pops Staples la mano di sua figlia Mavis in uno studio televisivo di New York. “Ragazzo, non devi chiederla a me, al massimo a lei”, rispose con un pizzico d’ironia l’uomo. Alla fine, però, non se ne fece nulla. Robert Zimmerman, che aveva da poco cambiato il suo nome in ‘Bob Dylan‘, continuò per la sua strada. La Staples, abituata a mischiare soul, folk, pop e gospel, sposò alla fine un impresario di pompe funebri: Spencer Leak.

Come mai il matrimonio non andò in porto? Questo resterà sempre un mistero. Qualcuno disse che la Staples rifiutò Dylan perchè lo riteneva troppo giovane (lei è del ’39, lui del ’41). Nel 2004, la cantautrice di Chicago -ripercorrendo durante un’intervista la sua breve storia con il Menestrello Dylan- rivelò di averlo rifiutato perchè credeva, erroneamente, che Martin Luther King non avrebbe accettato che lei sposasse un ragazzo bianco.

Il documentario “Mavis! – La regina del soul”

E, se volete saperne di più sulla figura di Mavis Staples, allora non vi resta che guardare il documentario del 2015 ‘Mavis!-La regina del soul‘, diretto da Jessica Edwards e distribuito in Italia dalla Wanted Cinema. Il punto esclamativo nel titolo, sia chiaro, non è messo a caso. Quel punto esclamativo sta a sottolineare, infatti, tutta l’energia, la caparbietà e la coerenza artista della cantautrice statunitense.

“Sono ormai sessant’anni che sono in tour -racconta nel film la Staples- smetterò di cantare quando non avrò più niente da raccontare e, questo, non succederà mai e poi mai naturalmente. Continuo a fare quello che ho sempre fatto: dare amore e musica alle persone.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)