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La triste storia del padre di Roger Waters e di come abbia influito sulla sua musica

Il bassista e fondatore dei Pink Floyd Roger Waters ha sempre avuto un legame con il proprio padre piuttosto particolare. Il suo rapporto con Eric Fletcher Waters, il vero nome del padre, è stato particolarmente significativo per la nascita dell’interesse musicale nel giovane Roger Waters in quanto il padre morì ad Anzio nel 1944.. Non è un caso che il Nostro si sia dedicato, non solo quando era ancora membro dei Pink Floyd, a diversi concept album che avevano come centro focale la guerra, l’imperialismo e l’oppressione. Questo perché il padre apparteneva all’esercito del Regno Unito (e in qualche modo anche l’Italia c’entra qualcosa).

IL RICORDO DEL PADRE IN UNA CANZONE

Roger Waters scrisse diverse canzoni che, pur non nominando tecnicamente il padre Eric, si riferiscono a lui e alla sua situazione. Il padre infatti morì durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il piccolo Roger aveva solamente cinque mesi. Una delle canzoni più significative del sentimento dell’ormai adulto bassista dei Pink Floyd è When the Tigers Broke Free, risalente al 1982. In realtà, la canzone è tratta dalla colonna sonora del film The Wall, proprio del 1982 (il disco omonimo è di 3 anni prima) e venne scartata dall’album. Il pezzo infatti venne considerato  troppo legato alle vicende personali di Roger.



IL VUOTO DI ROGER WATERS

And no one survived / From the Royal Fusiliers Company C / They were all left behind / Most of them dead / The rest of them dying. Queste sono le parti salienti della canzone When the Tigers Broke Free. La traduzione sarebbe, in linea di massima: “Nessuno sopravvisse della Compagnia C dei Fucilieri Reali. Vennero lasciati tutti indietro, la maggior parte erano morti, gli altri stavano per morire”. Roger attribuì la colpa della tragica morte del padre ai comandanti dell’Esercito Inglese e ciò si esprime chiaramente alla fine della canzone. Roger dice infatti: “And that’s how the High Command / Took my daddy from me”. Tradotto: “Ed ecco come il Comando Reale / mi portò via mi padre“.

LA PREFAZIONE DI RINGRAZIAMENTO DI WATERS

Negli ultimi anni, un’associazione che cercava di ricostruire vicende e reduci della guerra, ha riconosciuto il rapporto sulla morte del padre di Waters. Proprio Roger scrisse nel libro di Harry Shindler, colui che ricostruì il viaggio del padre: “È un racconto toccante. Ci aiuta a ricordare che siamo tutti esseri umani e che questo è un fatto speciale. Harry […] ci chiede un’umanità che vediamo tristemente assente oggi, specialmente nelle stanze del potere. Tuttavia, ci incoraggia a non abbatterci e a guardare in avanti con ottimismo e generosità”.



L’AFFETTO DI WATERS PER HARRY SHINDLER

Waters ha continuato ringraziando Harry di aver ritrovato il padre, seppure non fisicamente. Ha detto: “Le parole non possono descrivere quanto sia preziosa questa ricostruzione, dunque, se posso permettermi di parlare a nome di tutta la nostra famiglia, Harry, ti dico grazie. Harry ha combattuto in quella che molti di noi considerano essere stata l’ultima guerra giusta, gli dobbiamo molto per questo, ma ancora di più, forse, gli dobbiamo per la dedizione che ha sempre dimostrato, in questi anni, nei confronti della verità e della giustizia“.



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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.