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Le 5 canzoni più energiche di Jimi Hendrix

Jimi Hendrix è senz’altro uno dei chitarristi più noti e apprezzati di ogni epoca, oltre che un cantante dalla voce penetrante. Nella sua carriera, purtroppo molto breve, l’artista è riuscito a mettere in mostra una serie di doti straordinarie e avrebbe potuto realizzare molti più successi rispetto a quelli effettivi. Vi mostriamo, di seguito, quelle che secondo noi sono le 5 canzoni più energiche di Jimi Hendrix. Non è stato facile scegliere, dato che buona parte della carriera di questa autentica leggenda del rock è stata caratterizzata da assoli di chitarra da lasciare a bocca aperta e ritmi trascinanti. Ad ogni modo, eccoci qua.

1. Foxy Lady

Iniziamo con un brano del 1966 che molto spesso viene denominato Foxey Lady, soprattutto nella versione americana. Non si sa con certezza quale sia il suo vero nome, ma sappiamo che si tratta di uno dei pezzi più allegri della carriera di Jimi Hendrix. Dal riff di chitarra iniziale molto accattivante, molto probabilmente era dedicato alla sua fidanzata di allora, Kathy Echingham. Non si conosce fino in fondo il suo significato, ma appare semplicemente come una canzone d’amore.

2. Purple Haze

Risale al 1967 Purple Haze, brano nato da un’intuizione del produttore della Jimi Hendrix ExperienceChas Chandler. Quest’ultimo ascoltò un assolo di chitarra di Jimi e gli consigliò di trasformarlo in un brano vero e proprio. Il cantante e chitarrista affermò che il brano nascesse da un sogno da lui fatto, dove stava passeggiando nei fondali marini. Un’altra corrente di pensiero riteneva che il testo si riferisse a vari tipi di sostanze stupefacenti. Il mensile britannico Q considera questa canzone come quella con i migliori arrangiamenti di chitarra di sempre.

3. Bleeding Heart

In realtà, Bleeding Heart è una cover realizzata nel 1969 di un grande successo di Elmore James, ritenuto da Jimi Hendrix tra le sue principali fonti di ispirazione. In origine, era un pezzo dalla forte impronta blues e a tempo abbastanza lento. Il fuoriclasse statunitense gli diede una nuova impronta e lo trasformò in una serie di esibizioni dalla forte impronta rock. Non a caso, ha scelto di riproporlo in numerose versioni, tutte molto apprezzate.

4. Wild Thing

In questo caso, più che alla canzone vera e propria, ci riferiamo ad una delle esibizioni più memorabili della storia della musica in generale. Nel 1967, Jimi Hendrix scelse di riprodurre in un proprio concerto con la Experience questo brano registrato nel 1966 da Chip Taylor. Fu un vero successo planetario, con un live davvero impossibile da dimenticare. Il chitarrista suonò la canzone in occasione del Monterey Pop Festival e, al termine della performance, bruciò la sua chitarra.

5. All Along The Watchtower

Concludiamo con questa magica canzone del 1968, altra cover di un successo scritto alcuni mesi prima da un’altra star straordinaria, Bob Dylan. Si narra che Hendrix, non appena ascoltò la versione originale, se ne innamorò perdutamente e decise di farla sua. Il chitarrista di Seattle diede così libero sfogo alla sua creatività ed energia, adottando un sound all’avanguardia. Il risultato fu una variante altamente psichedelica, contraddistinta da uno degli assoli di chitarra più famosi di ogni epoca.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)