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Le 8 canzoni più brutte degli anni ’80

Gli anni ’80 ci hanno lasciato una lunga serie di canzoni di assoluto rilievo, capaci di segnare la storia della musica rock e non solo. Tuttavia, non manca il cosiddetto rovescio della medaglia, costituito da canzonette piuttosto semplici e immediate, talvolta poco degne di essere ricordate. Il sito cheatsheet.com ha pubblicato quelle che, secondo la sua redazione, sono le 8 canzoni più brutte degli anni ’80. Certo, forse per alcuni brani l’inserimento in questa lista può essere considerato un’esagerazione, ma è comunque a suo modo un elenco molto interessante.

8. Reynolds Girls – I’d Rather Jack

Partiamo con questo mix di armonie e sintetizzatori di questa canzoncina dal ritmo accattivante. Molti considerano questo brano privo di idee convincenti, grazie al quale le Reynolds Girls non sono riuscite ad ottenere il successo desiderato. Un concentrato di pop considerato fastidioso, con le citazioni di band come Rolling StonesFleetwood Mac che non hanno contribuito a migliorarlo.

7. Tweets – The Birdie Song

Gli anni ’80 sono stati caratterizzati anche da The Birdie Song. Si tratta di un brano senza pretese, comprendente diversi assoli di sintetizzatore e suonato in diverse feste di compleanno britanniche. Un loop continuo che ipnotizza chi ha la fortuna (o la sfortuna) di ascoltarlo. Senz’altro orecchiabile, ma niente più.

6. Toto Coelo – I Eat Cannibals

Molte band si sono fatte conoscere per aver realizzato una sola hit di grande successo. I Eat Cannibals sembra come una parodia della new wave degli anni ’80, senza contenuti veri e propri. Una sorta di confusione industriale in una canzone senza filo logico, con l’inserimento di un coro dal basso impatto melodico e la somiglianza alla colonna sonora di un film d’animazione, con tutto il rispetto.

5. The Beach Boys – Kokomo

Beach Boys hanno fatto sognare negli anni ’60 grazie a successi straordinari come Surfin’ USAGood Vibrations, senza dimenticare Barbara Ann. L’addio del geniale cantautore Brian Wilson mise in seria difficoltà la band statunitense, che nei decenni successivi perse molto smalto. Kokomo è così una canzonetta dedicata alle vacanze tropicali.

4. New Kids on the Block – Hangin Tough

Un chiaro esempio di rap anni ’80 era rappresentato dai New Kids on the Block, anche se in questo caso non siamo di fronte al loro momento migliore. Il loro stile, apparentemente duro, lasciava presagire più di qualche somiglianza con i patinati Backstreet BoysHangin Tough è un esempio della loro stranezza.

3. Wham! – Wake Me Up Before You Go Go

Il primo George Michael era un artista all’insegna del puro disimpegno. Una canzone orecchiabile come Wake Me Up Before You Go Go, realizzata insieme agli Wham!, si manifesta come una melodia pop non molto apprezzata da parte dei turisti, forse perché troppo ottimista.

2. Falco – Rock Me Amadeus

Gli anni ’80 hanno visto tra i protagonisti anche il cantautore austriaco Falco. Le sue canzoni in lingua tedesca erano tutt’altro che disprezzabili, ma Rock Me Amadeus era oggettivamente di basso livello. Nonostante ciò, è stato l’unico singolo dell’artista a sfondare anche negli Stati Uniti, nonostante fosse un semplice accumulo di rumori alla rinfusa.

1. Starship – We Build This City

Concludiamo con la hit degli Starship, considerata dai critici come la morte del rock ‘n’ roll. Al di là di ogni esagerazione, il suo contenuto melodico non era così orribile, ma We Build This City è un pezzo totalmente anonimo. Una canzone che viene ascoltata senza lasciare alcuna traccia.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)