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Le canzoni più sottovalutate di Lucio Dalla

In tantissime occasioni abbiamo indicato come uno dei pilastri del cantautorato italiano sia Lucio Dalla, che rappresenta sicuramente uno dei nomi più emblematici e rappresentativi del successo e della bellezza della musica italiana. Molto spesso, però, nel guardare ai grandi successi di un artista come Lucio Dalla, si fa fatica a sottolineare quali siano state le canzoni che, pur essendo di grande fattura e bellezza, non hanno ottenuto una grande riconoscimento in termini mediatici. Per questo motivo, vogliamo sottolineare quali siano le canzoni più sottovalutate di Lucio Dalla, che non hanno ottenuto grande successo benché fossero di grande livello.

Corso Buenos Aires

La prima tra le canzoni più sottovalutate di Lucio Dalla che citiamo all’interno della nostra classifica è Corso Buenos Aires, pubblicata nel 1977 come chiusura di Com’è profondo il mare, disco che ha ottenuto sicuramente grandissimo successo anche se non in tutte le sue parti. La canzone in questione rappresenta un brano abbastanza ironico, nonché veloce, che riflette sul passato del cantautore bolognese, e che si basa su un tema molto originale: un padre e un figlio, in compagnia del loro cane, decidono di abbandonare Milano e di tornare al sud, nella loro casa, un po’ per nostalgia, un po’ per tutta la noia che la metropoli aveva loro destinato.

Washington

Raccontare la realtà cruenta e difficile della guerra non è assolutamente semplice, anche per un cantautore. Eppure, Lucio Dalla ci riesce attraverso un brano che ingiustamente è stato sottovalutato, e che è stato pubblicato dal cantautore bolognese nel 1984. Parliamo di Washington, canzone all’interno della quale si parla di due piloti d’aereo, uno americano e l’altro giapponese, che dopo il disastro della bomba atomica si dirigono l’uno contro l’altro per scontrarsi in volo. La canzone, che riflette su una tematica certamente difficile, viene riproposta in una chiave dance da parte di Lucio Dalla, e successivamente affermò di voler far ballare il pubblico anche su un tema molto difficile e scabroso a sentirsi.

Ciao

Da una tematica certamente difficile ad un’altra che, guardando all’anno in cui la canzone è stata pubblicata, nel 1999, risulta essere abbastanza lucida e propria del genio di chi ha saputo anticipare i tempi con grande importanza. Ciao rappresenta una canzone che, per quanto non abbia ottenuto tutto il successo che meritava, sa trasmettere oggi grandi emozioni, sia a causa di una struttura rap che risulta essere incredibilmente familiare, sia a causa della tematica su cui si basa: migranti albanesi e kosovari che sono oggetto di offesa e qualunquismo da spiaggia, da parte di chi non riesce a comprendere le loro sorti e le loro difficoltà. Per quanto sia orecchiabile, così come la precedente Washington, Ciao rappresenta una canzone che sa andare ben oltre il ritmo facile e veloce, raccontando una storia per cui, probabilmente, non si era ancora predisposti al meglio.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.