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Le cinque canzoni più poetiche dei Pink Floyd

I Pink Floyd hanno scritto alcune delle pagine più importanti nella storia del Rock. La loro è un’opera visionaria e straordinariamente orchestrata sotto ogni aspetto. La leggenda dei Pink Floyd è intrisa di fascino e di mistero, principalmente derivati dal meraviglioso lirismo con cui sono stati scritti alcuni dei testi più evocativi della cultura musicale moderna. Inoltre, l’opera dei Pink Floyd è costellata di esempi melodici formidabili in cui traspare totalmente l’identità artistica a dir poco immensa dei membri della band.

Nel corso degli anni i Pink Floyd si sono resi i capostipiti indiscussi di un genere musicale leggendario quanto impegnato. Quello del Progressive Rock, in effetti, è uno dei movimenti culturali più importanti nella storia della musica Rock.

La discografia della band di Roger Waters è delle più prestigiose e comprende alcune gemme rare dallo splendore incommensurabile in cui, melodie visionarie collimano alla perfezione con esercizi lirici meticolosamente composti. In quest’articolo, abbiamo deciso di celebrare l’aspetto più affascinante, sincero ed elegante dell’opera dei Pink Floyd, elencando alcune di quelle che, secondo noi, sono le canzoni più poetiche che il leggendario gruppo di The Dark Side Of The Moon abbia mai dato alla luce.

5) Mother (1979)

Tratta dal capolavoro frutto del tormento di Roger Waters del 1979, The Wall, Mother racconta del dialogo tra Pink, protagonista del concept, e sua madre. La madre di Pink è una donna iperprotettiva che, nel tentativo di difendere suo figlio dalle iniquità degli esseri egoisti e dal cinismo della società moderna, chiude suo figlio in una campana di vetro prossima alla distruzione, i cui frammenti, lasceranno la vita di Pink orribilmente sfigurata. Il testo di Mother è struggente e solenne come pochi, rendendola una delle canzoni più poetiche mai pubblicate dai Pink Floyd.

4) The Fletcher Memorial Home (1983)

Pubblicato nel 1983 nell’ultimo, trionfale quanto sottovalutato atto di Roger Waters coi Pink Floyd, The Final Cut, The Fletcher Memorial Home verte, principalmente, sull’incapacità dei vertici mondiali di gestire gli orrori in cui la società è immersa. Il brano, inoltre, è dedicato al padre di Waters, Eric Fletcher Waters, morto in guerra ad Anzio durante lo sbarco degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Oltre a presentare un testo meraviglioso, The Fletcher Memorial Home è stata arricchita da frasi in italiano incise sulla traccia e da un assolo firmato da David Gilmour, memorabile come pochi.

3) Fat Old Sun (1970)

Fat Old Sun venne scritta e composta da David Gilmour. Il leggendario chitarrista dei Pink Floyd rimase ispirato dal tentativo di Roger Waters di narrare della sua infanzia in Grantchester Meadows, tentando di scrivere una sua versione. Fat Old Sun è un brano semplice e genuino e, per questo, oltre modo poetico. Il brano si basa su un giro d’accordi basilare ed una ritmica dal sapore Folk. Il testo è dolce, capace di tessere atmosfere calde, avvolgenti e madide di nostalgia. Sebbene non vengano spesso tessute le lodi di Fat Old Sun; la canzone è definibile, nel complesso, una delle più poetiche dei Pink Floyd.

2) When The Tigers Broke Free (1979)

Il climax ascendente di When The Tigers Broke Free suscita emozioni disarmanti nell’ascoltatore. Il brano, ancora una volta parte di The Wall, racconta della tragica morte del padre di Roger Waters. Il titolo della canzone, infatti, si riferisce al modello di carro armato in dotazione all’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale, spiegando che nessuno rimase vivo durante lo sbarco ad Anzio. Il brano è un tripudio di tensione e solennità capace di esplodere nella mente e nel cuore di chi ascolta.

1) Echoes (1971)

Echoes rappresenta, sotto molti aspetti, la quintessenza del lirismo dei Pink Floyd. Il brano tesse atmosfere empiriche, in un crescendo poliedrico di emozioni contrastanti in cui, ognuno di noi, potrebbe rispecchiarsi. Il senso di libertà e, per certi versi, di smarrimento dato dal testo della canzone si sposa alla perfezione con le atmosfere tessute dalla strumentale. Parlare di Echoes tessendone le lodi risulterebbe quasi superfluo innanzi allo splendore inequiparabile che circonda la traccia e che la rende una delle canzoni più poetiche nell’intera discografia dei Pink Floyd.

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)