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Le cinque migliori copertine dei Genesis

Che i Genesis siano stati uno dei motori dell’evoluzione musicale è ormai pensiero comune. La loro impronta è sempre riconoscibile e grazie alla singola formazione di ogni membro, sono riusciti a creare delle opere uniche. La loro inventiva stava tanto nei generi quanto nella composizione, e addirittura, anche nelle copertine. La copertina d’altronde ha il suo ruolo fondamentale sia nell’attirare l’acquirente, sia nella presentazione dei significati. Un biglietto da visita insomma, che se giocato bene regala al prodotto quel qualcosa in più che fa comodo alla presentazione. Dai colori più fantasiosi alle stampe più bizzarre, le cinque migliori copertine dei Genesis:

1- Foxtrot

Era il 1972 quando i Genesis sbancarono con questo capolavoro. A parte la componente contenutistica di fattura più che particolare, la copertina di questo disco non poteva non essere inserita nelle migliori copertine dei Genesis. Perché? Il disegno di estende sia nella prima che nell’ultima pagina, creando quindi, una doppia copertina. Realizzata da Paul Whitehead contiene al suo interno gli elementi più disparati: il corpo di una donna con la testa da volpe, dei soldati – uno dei quali in giarrettiera- , cani, pesci e uno sfondo molto ampio. La teoria più vivida ma allo stesso tempo priva di significato è quella di una scena di caccia. La chiave di lettura potrebbe essere “Supper’s ready”, ma fino ad un certo punto, in quanto diversi dubbi restano in sospeso. Molti elementi possono sembrare incomprensibili e di poco conto, ma colui che l’ha realizzata racconta di aver concordato ogni singolo elementi insieme al gruppo, in una seduta di brainstorming. 

2- Nursery Cryme

Anche qui una doppia copertina, una delle più famose. Dall’anima vittoriana, mette in primo piano una bambina con una mazza da croquet, con la quale ha già ucciso diversi bambini, i cui capi giacciono a terra. In secondo piano si nota una donna con delle ruote al posto dei piedi. Lo sguardo della bambina è fisso e torvo e la sua storia si trova nella traccia “Musical Box”.

3- A trick of the tail

Fra le migliori copertine dei Genesis può essere inserita anche questa. Il colore è leggerissimo, quasi monocromatico. I soggetti rispecchiano quelli che vengono cantati e sono rappresentati in successione. Da sinistra il primo elemento è uno specchio, dove un’anziana signora adunca e storta si vede giovane e bella. A seguire un ladro, due uomini, il diavolo e un uomo che giace a terra. All’interno della copertina è possibile vedere ogni personaggio insieme alla sua canzone.

4- Trespass

Dello stesso autore di Foxtrot è in realtà un calco di un disegno realizzato con la china per un libretto di Richard Wagner. Un’idea geniale, ma che non sarebbe stata del gruppo se non avesse portato un segno distintivo. Il gotico che spicca fra i colori spenti è segnato da una coltellata. Questo particolare contorto e misterioso è stato voluto da Peter Gabriel che ha cercato un riferimento con il brano “The Knife”.

5- Selling England by the pound

Anche questa copertina è un dipinto. La particolarità sta nel fatto che questa volta, non è stato un lavoro commissionato. Sia il titolo dell’album che la copertina arrivarono infatti da sé. Si tratta di un quadro di Betty Swanwick, che riprende alcuni tratti negativi della società inglese. Proprio per questo forte riferimento al titolo e per il colpo di fulmine che ebbe Peter Gabriel quando lo vide, fu immediatamente scelto come copertina dell’album.

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)