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Le migliori canzoni suonate senza chitarra

Nel corso della storia della musica e del rock la chitarra è sempre stata una componente fondamentale, soprattutto nell’ambito della composizione di canzoni di successo e di capolavori che hanno fatto la storia. Molto spesso, i riff di chitarra hanno reso un brano celebre e conosciuto, così tanto da essere iconico e riconosciuto in quanto tale. In controtendenza rispetto a questo atteggiamento, vogliamo parlarvi di quali sono le migliori canzoni suonate senza chitarra, ma che allo stesso tempo hanno ottenuto un grandissimo successo in virtù della loro bellezza e grazie al talento espresso all’interno delle stesse.

Metallica – (Anesthesia) Pulling Teeth

La prima tra le canzoni che possiamo inserire all’interno di questa classifica relativa alle migliori canzoni suonate senza chitarra non può che essere (Anesthesia) Pulling Teeth, brano facente parte del celebre Kill ‘Em All e emblematico nel rendersi conto di quanto importante sia il grandissimo talento di Cliff Burton, il primo celebre bassista della band.

La sua grande qualità, che l’ha portato a pensare una strumentale di questo tipo, sta nel simulare una tecnica chitarrista che, in realtà, non esiste: il brano è pensato ed eseguito al basso, attraverso il celebre assolo di Cliff Burton che sa sostituire perfettamente la chitarra attraverso le sue note. 

Radiohead – Everything in Its Right Place

A parlare della prima traccia di Kid A è stato il musicista Steve Reich, che ha affermato quanto segue: «”Beh, è un rock di tre accordi ma non lo è, è molto inusuale… Era originariamente in Fa minore, e non si ridusse mai a un accordo, il Fa minore non viene mai affermato. Così non c’è mai una tonica, non c’è mai una cadenza nel senso normale, mentre in molti motivi pop apparirebbe, anche se è solamente di passaggio. L’altro elemento del brano che mi colpisce molto è il termine ‘everything’ (‘ogni cosa’), cantato in uno-cinque-uno: la tonica, la dominante e la tonica. La tonica e la dominante sono alla fine di ogni sinfonia di Beethoven, nella musica classica la fine di tutto, ecco il modo in cui procede. Nella melodia, quelle note suonano come distanti per via delle armonie, non suonano come la tonica e la dominante. E la parola: ‘everything’. Sono sicuro che Thom lo fece di intuito, sono certo che non ci stava per nulla pensado. L’ho visto suonare il pianoforte e lui si perdeva completamente in esso, il modo in cui dovrebbe essere, ma è perfetta, “è” tutto”.»

Il brano è realizzato interamente attraverso l’utilizzo di drum machine e sintetizzatore, caratterizzato da un’armonia quasi dissonante ed emblema di un certo modo di fare musica elettronica.

The Beatles – Eleanor Rigby

Eleanor Rigby è la canzone pensata e realizzata per rendere emblematico il cambiamento artistico dei Beatles; il brano in questione è stato pensato attraverso un arrangiamento per ottetto d’archi (quattro violini, due viole e due violoncelli) da George Martin, in collaborazione con Paul McCartney. Grande particolarità del brano è la totale assenza di qualsiasi strumento che si stato suonato dai Beatles, con John Lennon e George Harrison che si limitarono a partecipare al coro della canzone.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.