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Le più assurde e bizzarre richieste fatte da alcuni grandi artisti della musica mondiale

Ormai è risaputo: ogni band o artista che si rispetti ha un lato stravagante ed eccentrico. Sono in tanti, infatti, a pretendere cose assurde e senza precedenti. Andiamo quindi a scoprire alcune delle richieste più assurde delle star della musica mondiale.

Iggy Pop

Iniziamo con un grande classico: Iggy Pop. Il cantante statunitense, al secolo James Newell Osterberg Jr, nel lontano 2006 ha richiesto di avere nella sua stanza d’albergo, in ordine sparso: un sosia di Bob Hope, un imitatore vestito da uno dei sette nani, una danzatrice del ventre e giornali che raccontassero storie di obesità patologiche perché… lo divertivano.

Marylin Manson

E, ovviamente, in questa speciale classifica non poteva certo mancare il più eccentrico tra gli eccentrici: Marilyn Manson. Brian Hugh Warner, infatti, era solito richiedere del latte scremato, orsetti gommosi, assenzio, champagne, cereali, formaggi vari e cioccolatini assortiti. Una volta, inoltre, si racconta che Manson pretese di trovare nel backstage una prostituta pelata e senza denti.

Paul McCartney

Un altro lampante esempio è quello di Paul McCartney. L’ex Fab Four, accanito vegetariano e dotato di un gran pollice verde, pretendeva che nel suo camerino ci fossero sempre 19 piante.

Foo Fighters

Ci sono, poi, le strane richieste culinarie dei Foo Fighters. La band capitanata da Dave Grohl, infatti, era solita richiedere polli ben cotti al cui interno, però, non dovevano esserci salse di alcun tipo. Tra le altre richieste, inoltre, figuravano 4 dvd diversi al giorno e bicchieri unicamente di colore rosso.

Ozzy Obsourne

Lo stesso Principe delle tenebre era solito fare richieste assurde e, di questo, non ci meravigliamo affatto in verità. Ozzy Osbourne esigeva, durante ogni show, un otorinolaringoiatra pronto ad assisterlo qualora qualcosa non andasse per il verso giusto.

Nirvana e Van Halen

In questa speciale classifica ci rientra anche la band capitanata da Kurt Cobain. I Nirvana, infatti, durante uno spettacolo all’University of Buffalo’s Alunmi Arena, pretese dallo staff dei pacchetti di M&Ms, al cui interno però non dovevano assolutamente comparire quelli verdi.

Questo episodio riguardante questi buonissimi cioccolatini ha riportato alla mente anche un altro episodio e cioè quello legato agli iconici Van Halen. Ebbene si, anche la formazione di Eddie Van Halen inserì tra le clausole una richiesta del genere: una ciotola piena di M&Ms…senza che però ce ne fossero di marroni.

Le richieste assurde degli artisti della musica mondiale

E, sia chiaro, queste pretese assurde non riguardano solo le star del rock, ma in generale anche tanti altri artisti della musica mondiale. Ecco alcuni esempi:

Madonna è ossessionata dall’igiene e ovunque vada pretende che i servizi igienici vengano cambiati e rimpiazzati con altri nuovi di zecca.

Il rapper Kanye West esige categoricamente che nella sua stanza d’albergo ci siano 13 bottiglie d’alcool, non una di più.

Il premio Oscar Cherilyn Sarkisian LaPierre, in arte Cher, ovunque vada richiede sempre una stanza in più…. per tutte le sue parrucche.

La bellissima Shakira, invece, è un tantino più umile: nel suo camerino pretende “semplicemente” un cesto di frutta. Attenzione però: questo deve contenere esattamente tre fette di mango, tre di papaya hawaiana e tre pesche.

I motivi di queste assurde richieste

La verità dietro queste assurde richieste è però un’altra. Come spiegò lo stesso David Lee Roth nella sua biografia, inserire nel contratto delle clausole del genere permette al gruppo di capire se i diretti interessati hanno letto il contratto  fino in fondo:

“All’epoca andavamo in giro con nove camion differenti stracolmi di attrezzature. Le possibilità di sbagliare erano molto alte. L’articolo 126, infatti, diceva: ‘non dovrà comparire nemmeno un M&Ms marrone nel backstage, pena l’annullamento dello spettacolo con pieno risarcimento. Quindi, se andavo nel backstage e trovavo uno di quei cioccolatini marroni… sapevo che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto e che avrei dovuto controllare tutto il resto. Garantito che ci sarebbe stato un qualsiasi problema da qualche parte, era ovvio: non avevano letto fino in fondo il contratto.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)