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Led Zeppelin, le dichiarazioni di Robert Plant su Jonh Bonham: “Dopo la sua morte sapevamo che non poteva funzionare”

La morte di John Bonham, avvenuta in tragiche circostanze il 25 settembre del 1980, ha caratterizzato sicuramente uno dei momenti più tragici nella storia dei Led Zeppelin e non solo, che si sono ritrovati di fronte all’assenza di uno dei membri più rappresentativi della formazione. Il batterista che non si fa fatica a considerare come uno dei migliori della storia è morto a seguito dell’assunzione di una dose massiccia di alcol e, a seguito della tragedia, i Led Zeppelin hanno deciso di non continuare più nella loro carriera, ritenendo inutile andare avanti senza il loro batterista, salvo considerare alcune brevi reunion che hanno fatto la storia della formazione. 

La morte di John Bonham e la fine dei Led Zeppelin

Gli amanti dei Led Zeppelin e i conoscitori della storia della musica sanno che la morte di John Bonham caratterizza uno degli eventi più tragici della storia, avendo determinato non soltanto la fine di uno dei più preziosi batteristi della storia del rock, ma anche della formazione all’interno della quale il batterista stesso ha militato. John Bonham è morto per l’alcolismo di cui soffriva, il 25 settembre del 1980, dopo anni in cui i Led Zeppelin avevano già subito diverse tendenze disgreganti, che avevano riguardato non soltanto il batterista, ma anche Robert Plant e Jimmy Page.

Non furono casuali le dichiarazioni della formazione, che dichiarò la sua fine attraverso semplici ma significative parole: «Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere – in piena armonia tra noi ed il nostro manager – che non possiamo più continuare come eravamo.»

Le dichiarazioni di Robert Plant su Jonh Bonham

Robert Plant, di recente, ha avuto modo di rilasciare importanti dichiarazioni che hanno riguardato i Led Zeppelin e la morte di John Bonham, offrendo dettagli importanti circa quella decisione che ha portato la formazione a sciogliersi. In primo luogo il cantante ha parlato del cinquantesimo anniversario della band: “Sono 50 anni, ma non sono 50 anni. Sono 38 anni di oscurità per una famiglia (quella del batterista John Bonham morto il 25 settembre 1980). Quindi tutto questo clamore è fantastico e sono sicuro che usciranno grandi cose…Non vedo l’ora di ascoltarle (le incisioni tratte dall’archivio). Potrei persino averne una copia gratuita.”

Successivamente, non sono mancate le sue dichiarazioni in merito alla figura di John Bonham: “Io e Bonzo ne abbiamo passate tante prima del ‘big time’. Ci leggevamo l’un l’altro come libri, eravamo come fratelli. Nella realtà, nella fisicità e spiritualmente, perdendo John, noi tutti ci siamo riuniti e ci siamo detti, ‘Non può più funzionare’. La nostra vera preoccupazione era allora quella di proteggere Pat (la moglie di Bonham) e la sua famiglia dai media. E’ davvero sfiancante, l’avevo vissuto su me stesso un paio di anni prima.”

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.