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Let It Be: la storia del meraviglioso canto del cigno dei Beatles

Let II Be ha rappresentato, nella sua totalità di temi, di pensieri e di realizzazioni artistiche, il vero e proprio canto del cigno, oltre che l’ultimo album che sia stato pubblicato da parte della formazione britannica. Il dodicesimo album in studio dei Beatles, tredicesimo se si considera anche l’album Magical Mistery che in origine era stato pubblicato come EP nel Regno Unito, è stato pubblicato nel 1970, nonostante la formazione britannica avesse già annunciato il proprio scioglimento il 10 aprile. Si tratta di un lavoro di incredibile valore, che testimonia come la formazione britannica abbia saputo chiudere in bellezza una carriera spettacolare, per quanto segnata da incredibile litigi e da questioni personali che per certi tratti sono sembrate come irrisolvibili. Vogliamo parlarvi della storia del canto del cigno di Beatles, di Let It Be e della meravigliosa storia dell’album stesso.

La storia di Let It Be

Come la maggior parte dei fan dei Beatles sa, Let It Be è stato pubblicato un mese dopo la scissione del gruppo, avvenuta ufficialmente il 10 aprile del 1970. La maggior parte delle tracce nel dodicesimo e ultimo album in studio dei Beatles, infatti, era già stata registrata prima della realizzazione di Abbey Road, l’ultimo LP della formazione che è stato pubblicato nel 1969. Lo spunto originario del disco risale alla realizzazione del videoclip promozionale di Hey Jude, realizzato il 4 settembre del 1968. In quell’occasione, infatti, i Beatles avrebbero dovuto suonare di fronte ad un numero limitato di invitati, ma il passaparola fece si che si radunasse un pubblico di incredibile vastità, che si trovò incredibilmente a contatto con la formazione nel momento in cui questa stessa realizzava la sua prova.

Per quanto segnato dai numerosi litigi e dagli accadimenti personali, l’amore la passione del pubblico risvegliò uno spirito rinnovato da parte della band che decise di esibirsi nuovamente in concerto, attraverso un progetto che venne ideato da Paul McCartney e che avrebbe caratterizzato un ritorno alle origini, sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista culturale. Per questo motivo i Beatles decisero di abbandonare le strumentazioni elettroniche e preferirono l’ambito delle registrazioni in presa diretta, che vennero poi affidate al produttore Phil Spector il quale si occupò di curarne il mix, con l’aggiunta di cori e parti orchestrali che modificarono parte del risultato finale.

La pubblicazione di Let It Be

La realizzazione dei brani presenti all’interno di Let It Be fu dettata da una grande insoddisfazione da parte dei Beatles, che lasciarono il messaggio all’ingegnere Glyn Johns. Nonostante la cura di quest’ultimo, la band, ormai disinteressata al progetto, non accetto le nuove lavorazioni, affidate al ingegnere del suono Phil Spector, che determinò numerosi cambiamenti in quali non furono assolutamente accettati da Paul McCartney, a causa di alcuni brani stravolti sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista ideologico.

L’album fu comunque pubblicato l’8 maggio del 1970, nonostante la bene non esistesse più. Tuttavia, Paul McCartney, che era rimasto profondamente deluso dalla realizzazione di Phil Spector, nel 2003 ha realizzato una nuova versione dell’album, che l’avrebbe riportato al suo progetto originario.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.