gtag('config', 'UA-102787715-1');

L’ex manager dei Nirvana racconta l’ultimo incontro con Kurt Cobain

Sono passati ben 25 anni dalla morte del leader dei Nirvana, Kurt Cobain. L’esempio musicale più importante del grunge americano, nativo di Seattle, si uccise nel 1994, anche se in circostanze mai chiarite del tutto. In questi giorni, è stata pubblicata un’intervista a Danny Goldberg, ex manager dei Nirvana, che ha raccontato il suo ultimo incontro con Cobain.

Chi è Danny Goldberg

Danny Goldberg non è stato solamente il manager dei Nirvana. Egli fu anche amico e confidente di Kurt Cobain, tanto da aver scritto un libro intitolato “Serving the Servant: Remembering Kurt Cobain”. Uno degli elementi scritti più interessanti rivela il suo pensiero sulla morte di Kurt; secondo lui, non si suicidò vittima del peso del successo. Se siete interessati alle ultime news sul caso, ne abbiamo parlato qui.

Golderg rivela di aver ricevuto nel 1994, anno della morte di Kurt, una chiamata da Courtney Love, la compagna di Cobain. Era estremamente preoccupata per il suo coniuge, affermando di non averlo mai visto in condizioni così critiche. Goldberg raggiunse i due innamorati a Seattle, insieme ad un’altra manager.

Le reazioni di Kurt

Kurt non era affatto felice per la visita senza preavviso del suo agente. Non era in condizioni lucide, alterato dagli stupefacenti e aveva comportamenti paranoici. Riteneva di essere vittima di un complotto orchestrato da Courtney Love. Inoltre, conferma Goldberg, odiava riceve consigli su come si dovesse comportare.

Cobain, in un attimo di rabbia, prese una dose di eroina sul tavolo del salotto e la gettò interamente nel water, spaventando non poco Goldberg. Ma quest’ultimo non fu troppo dispiaciuto di questa decisione impulsiva tanto da dire al suo assistito quanto fosse inutile la droga e di quanto fosse disposto ad aiutarlo.

Goldberg continua

Il manager doveva tornare a casa in fretta, causa faccende personali. Per questo motivo lo lasciò con Courtney Love e pensava che in quel momento si fosse parzialmente ripreso. Goldberg confessa: “Forse se fossi rimasto lì da Kurt ancora per un’ora, avrei trovato qualcosa di intelligente e sensato da aggiungere. O l’avrei portato a fare una passeggiata. È un’idea fissa che da allora mi ronza in testa”.

Quando tornò a casa, si scusò per i toni un po’ pesanti usati con Kurt. Cobain sembrava assolutamente tranquillo grazie anche alla presenza della figlia, Frances Bean. Quello fu l’ultimo incontro tra Goldberg e Kurt Cobain, una settimana prima del 5 aprile 1994. Quel fatidico giorno, a 27 anni (un altro membro del Club 27, ne abbiamo parlato qui), Kurt morì per un colpo di fucile sparato in volto.

Share

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.