Light My Fire: cinque curiosità sul capolavoro dei Doors

Light My Fire: cinque curiosità sul capolavoro dei Doors

Light My Fire, il capolavoro dei Doors

Light My Fire è sicuramente una delle canzoni più famose dei Doors; registrata nell’omonimo album del 1966 e rilasciata come singolo soltanto un anno dopo, nel 1967, è considerabile come un capolavoro da parte della band rock statunitense. Il Rolling Stone ha posizionato il brano alla posizione numero 35 tra le 500 migliori canzoni di sempre e anche VH1 l’ha inserita in una sua classifica, tra le canzoni del secolo (alla settima posizione). Al brano, tuttavia, sono legate alcune controversie e altre curiosità che abbiamo raccolto in quest’articolo.

La storia del brano

Il brano nacque da una composizione che non era stata terminata da parte di Robby Krieger, chitarrista della band. La band scelse di terminare la stessa, arrivando a una versione lunga più di sette minuti. Nonostante il brano accrediti tutti i componenti della band, gran parte del testo è stato scritto proprio da Krieger.

Anche Jim Morrison curò parte del contenuto, soprattutto la parte finale. Il brano ebbe buona rilevanza mediatica, finendo subito nella classifica statunitense della Bilboard e rimanendo nella stessa per tre settimane. L’anno successivo vi ritornò, grazie alla cover di Josè Feliciano.

Le numerose cover di Light My Fire

Tra le numerose cover di Light My Fire, la più fortunosa fu sicuramente proprio quella di Josè Feliciano, realizzata un anno dopo (il 1968) la pubblicazione del singolo. La cover da parte del portoricano valse allo stesso il Grammy Award come “miglior performance maschile pop”. Tuttavia, non è la sola cover che è stata realizzata del pezzo.

La celebrità del brano deriva, infatti, anche dalle numerose reinterpretazioni che ci sono state da parte da vari e disparati artisti. Ne citiamo alcuni: Alicia Keys, Massive Attack, Amorphis, Train, Will Young.

La polemica con Ed Sullivan

Il brano, grazie alla grande attenzione mediatica che iniziò a ricevere, fu oggetto dell’interesso anche delle televisioni. In particolar modo dell’Ed Sullivan Show, che firmò un accordo con la band per permettere agli statunitensi la partecipazione nel famosissima programma televisivo. Tale accordo, però, prevedeva che il verso “girl, we couldn’t get much higher” venisse cambiato in “girl, we couldn’t get much better” per evitare riferimenti alle droghe.

Tuttavia, nonostante gli accordi presi, Morrison cantò il verso così com’era originariamente. Nacque la polemica con Ed Sullivan, che non strinse la mano al leader dei Doors quando la band abbandonò gli studi. Gli accordi saltarono, e i Doors non parteciparono più all’Ed Sullivan Show. La risposta di Morrison fu chiara: “Abbiamo appena fatto l’Ed Sullivan Show”. 

Tante versioni differenti

Il brano, che originariamente ha una lunghezza desueta di oltre sette minuti, è presente in tante versioni differenti. Ovviamente il tutto è stato fatto per far sì che il brano avesse una grande rilevanza mediatica, anche se la band e lo stesso Jim Morrison hanno sempre affermato di preferite (tra le altre) la versione originale, presente proprio all’interno di Light My Fire, l’omonimo album. Tre sono le versioni: quella originale di 7:06, quella per la radio di 4:40 e quella del singolo 3:07.

L’accordo con Buick e la minaccia di Jim Morrison

Altre polemiche televisive, anche se di altro genere, ci furono con Buick. La casa automobilistica statunitense offrì 75 mila dollari alla band per adattare la canzone ad un proprio spot televisivo. La formazione, che non poteva contattare Jim Morrison (che si trovava a Londra) accettò l’accordo.

Tuttavia, quando venne a saperlo, ci fu la minaccia di Jim Morrison. La band si era accordata in modo che ognuno avesse diritto di veto, ma il leader fece di più: minacciò di sfacciare una Buick con un martello qualora avesse visto uno spot dell’auto con il brano dei Doors.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.