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Linkin Park: lo scontro tra la band e Donald Trump per violazione di copyright

Non è certamente la prima volta che succede nell’ambito della storia del rock e della musica in generale ma, in occasione di una campagna mediatica organizzata dal presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, lo stesso tycoon statunitense si è scontrato con la band anch’essa americana dei Linkin Park, che hanno determinato l’annullamento e la disabilitazione di un video elettorale promosso nell’ambito di una campagna mediatica da parte dello stesso Trump, e che si serviva di In The End, celebre e significativo brano della formazione musicale statunitense. Lo scontro, avvenuto certamente per motivazioni di tipo ideologico, si è basato chiaramente anche su quella violazione di copyright che è avvenuta da parte del presidente degli Stati Uniti d’America, e che è stata segnalata su Twitter da parte dei fan della band, prima dell’effettiva disabilitazione del video stesso.

Lo scontro tra Linkin Park e Donald Trump per In The End

Nel prendere in considerazione lo scontro avvenuto tra Donald Trump e Linkin Park, a proposito dell’utilizzo per violazione di copyright di In The End, celebre brano dei Linkin Park inserito all’interno di una campagna mediatica organizzata dallo stesso presidente degli Stati Uniti d’America, vogliamoci darvi tutte le determinazioni di uno scontro che si è risolto ben presto, e che ha visto naturalmente i Linkin Park avere ragione dal punto di vista prettamente legale.

Il 18 luglio del 2020 è stato, infatti, pubblicato un video promozionale da parte dell’assistente del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, al fine di finanziare la campagna elettorale e mediatica dello stesso presidente degli Stati Uniti d’America, in corsa per una riconferma elettorale alle urne. Il video in questione si è servito di In The End, celebre brano dei Linkin Park, e subito ha suscitato grande polemica tra i fan della band su Twitter, che hanno segnalato la violazione di copyright dato l’utilizzo del brano in questione all’interno del montaggio che vede protagonista Donald Trump. I Linkin Park, chiaramente, hanno chiesto la rimozione del filmato in questione, e la disabilitazione di una campagna basata su una canzone per cui non sono stati ceduti diritti relativi al copyright. Ovviamente, c’è stata una risposta da parte dei fan a quella che è stata la campagna mediatica realizzata con il brano dei Linkin Park, relativa soprattutto ad un rapporto certamente conflittuale tra le due realtà prese in considerazione. Insomma, l’immagine dei Linkin Park è quella di France certamente non si sposa nel migliore dei modi possibili.

Il successo di In The End

Non si tratta certamente della prima volta in cui Donald Trump diventa protagonista di scontri di natura legale e ideologica. In passato è stato possibile osservare come lo stesso presidente degli Stati Uniti d’America sia stato protagonista di scontri con Roger Waters e altre realtà artistiche e musicali punto di contro, il brano dei Linkin Park non è certamente sconosciuto agli onori di cronaca, dato soprattutto il suo successo che, di recente, l’ha portato ad essere il terzo brano della storia del rock a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube, dato l’incredibile incremento che la canzone stessa ha avuto sulla piattaforma di streaming a seguito della tragica morte di Chester Bennington.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.