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Lucio Battisti, La storia dell’ultima canzone che scrisse con Mogol

Lucio Battisti ha saputo comporre canzoni uniche che nessuno di noi dimenticherà mai. Il periodo della sua carriera più rigoglioso e celebrato è quello della collaborazione con Mogol, durata per più di dieci anni. Quando si interruppe, la nostalgia dei fan fece sì che gli album di Battisti, per quanto innovativi per diverse ragioni, furono sottovalutati. L’ultima canzone che il duo Battisti e Mogol realizzò è famosissima, scopriamo la sua storia.

Il singolo Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa

Battisti e Mogol dopo un’intensa attività chiusero il loro sodalizio con il ventunesimo singolo di Battisti, che uscì a Febbraio del 1980. Una giornata uggiosa è una canzone fortemente autobiografica, in quanto è piena di riferimenti alla vita di Battisti. C’è nel testo infatti un riferimento al suo paese natale ed anche alla Brianza, dove visse a lungo.

Sogno il mio paese infine dignitoso (Ma che colore ha?)
E un fiume con i pesci vivi a un’ora dalla casa (Ma che colore ha?)
Di non sognare la nuovissima Zelanda (Ma che colore ha?)
Per fuggire via da te, Brianza velenosa.

La canzone dà anche il titolo al disco, l’ultimo del duo, che fu anche il quinto album più venduto in Italia nel 1980, quindi li fece chiudere in bellezza. Per quanto riguarda invece Con il nastro rosa, è forse in generale una delle più famose della carriera di Battisti, apprezzata molto per lo stile rock.

Lo scopriremo solo vivendo

A dimostrare la fama che raggiunse tale brano, c’è il fatto che continuamente nella vita quotidiana usiamo l’espressione Lo scopriremo solo vivendoper indicare quindi qualcosa che solo quando accadrà si potrà conoscere, in continuo mutamento. L’ultima del celebratissimo duo è quindi diventata una pietra miliare della musica. In realtà il brano è meno filosofico di quanto si possa pensare e racconta semplicemente di un uomo che sta per sposarsi e teme di pentirsene. Da qui il famoso detto Lo scopriremo solo vivendo, ovvero solamente vivendo la situazione potrà sapere se ha preso la decisione giusta. Il titolo “Con il nastro rosa” è curiosamente citato solamente una volta nella seconda strofa della canzone quando si paragona “la sposa” alla “spesa”, ovvero ad un acquisto in un negozio. Chiaramente il tutto è in tono ironico e scherzoso.

Chissà, chissà chi sei
Chissà che sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po’ paura
Ora che quest’avventura
Sta diventando una storia vera
Spero tanto tu sia sincera.
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.