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5 messaggi nascosti in canzoni Hard Rock famosissime

L’Hard Rock è un genere particolarmente esplicito che, nel corso degli anni, ha dato prova di essere decisamente poco avvezzo alle sottigliezze. Dalla ferocia esplosiva con cui gli strumenti si scagliano contro l’ascoltatore sin dalle prime note; all’espressione drastica e brutalmente sincera di tematiche, talvolta, critiche; l’Hard Rock non le manda di certo a dire. Ovviamente, nella stragrande maggioranza dei casi i riff pungenti e le melodie travolgenti la fanno da padrone, ma in determinate tracce, è possibile; quando ascoltate con attenzione, cogliere messaggi nascosti o, se non altro, messi volontariamente in secondo piano dagli autori, nei testi come nella musica.

Dal Thrash Metal alla new wave dell’Alternative Rock, qualsiasi sottogenere derivato dalla corrente più Heavy della musica moderna, presenta band o artisti che si sono spinti, durante la loro carriera, oltre i confini della sperimentazione; alzando parecchio l’asticella attraverso brani straordinari. Il tutto, applicato alla chitarra, piuttosto che alle linee vocali o; in termini più radicali, generando rivoluzioni soniche che hanno coinvolto l’intera struttura delle tracce. A volte, i musicisti hanno volontariamente nascosto istanti sonori simili, riservati ai fan più affezionati che, alla luce dei fatti, sono portati ad ascoltare le canzoni dei propri artisti preferiti milioni di volte.

Che si tratti di episodi singolari o pezzi di un ampio mosaico atto a comporre il cammino artistico del gruppo, questi sono sicuramente tocchi al quanto subdoli e intriganti che; col senno di poi, hanno portato diversi ascoltatori sotto l’ala protettrice dell’ Hard Rock, lasciando che resistesse all’inesorabilità del tempo, divenendo eterno.  In questa classifica, abbiamo raccolto alcuni esempi di messaggi nascosti in brani molto famosi appartenenti al genere.

5) Judas Priest – Metal Gods

Quando i Judas Priest cercavano l’ispirazione per scrivere quello che, poco dopo, sarebbe passato alla storia come il loro più grande capolavoro, cominciarono a trarre ispirazione da oggetti ed episodi particolarmente singolari. Il gruppo cercava di sbalordire gli ascoltatori attraverso uno sperimentalismo spiccato che, tuttavia, non avrebbe disdegnato la loro brutalità, divenuta un marchio di fabbrica. Così, la band si trasferì nell’appartamento di Ringo Starr dei Beatles, in precedenza abitato da John Lennon e Yoko Ono per riunirsi giornalmente a comporre. Per Metal Gods, i Judas Priest scelsero di andare oltre ogni aspettativa. Avevano in mente un sound roboante che avrebbe sbalordito gli ascoltatori. La band si accorse della propensione acustica del pavimento della casa, così, decisero di registrare il suono delle posate del batterista dei Fab Four lanciate contro le piastrelle.

4) Metallica – Ride The Lightning

Sebbene, ad oggi, i Metallica siano riconosciuti come una band di riferimento nel panorama Thrash Metal moderno; celebri per aver spinto il genere verso frontiere sonore completamente nuove attraverso una visione aperta nei confronti dei diversi generi che componevano la rete delle influenze dei membri del gruppo; c’è stato un tempo in cui il gruppo capitanato da James Hetfield veniva identificato come una rabbiosa ed esplosiva macchina da Metal. Ride The Lightning ne è un esempio lampante. Un brano assolutamente incendiario, con un testo atroce. Ben nascosto in fase di missaggio, troviamo il debutto vocale del batterista della band, Lars Ulrich. Coperto dalle lancinanti linee di Hetfield, infatti, le grida di Ulrich tendono a definire lo scenario di morte e agonia nel quale, il protagonista del brano, viene gettato.

3) Slayer – Hell Awaits

Sin dai loro esordi, gli Slayer hanno avvolto la scena Hard Rock dell’epoca nelle fiamme dell’Inferno più profondo, autoproclamandosi come l’incubo peggiore delle comunità più conservatrici. Con Hell Awaits la band di Tom Araya segnò un punto di non ritorno, lasciando che le tenebre prendessero, definitivamente, il sopravvento. L’intero album è una dolorosa, ripida e cruenta discesa verso gli inferi più roventi. In Hell Awaits, il gruppo rimarca la propria aggressività nascondendo un messaggio all’interno del brano che recita “Join Us”, in italiano “unisciti a noi”.

2) Pearl Jam – Alive

Il celeberrimo album di debutto dei Pearl Jam, Ten, è diventato una pietra miliare della cultura Grunge statunitense che si affermò come genere di spicco tra i giovani negli anni ’90. Con il Grunge, la scena Hard Rock si liberò definitivamente dall’imperversante egemonia delle correnti Hair e Glam commerciali degli anni ’80, riportandola ai suoi mitici albori; quando la musica, veniva utilizzata come monito generazionale alla ribellione; esplicando tematiche crude e delicate. Quando Eddie Vedder scrisse il testo di Alive, concepì l’album come l’inizio di un concept a più riprese atto a costruire una trilogia il cui argomento focale, era il declino psicologico di un giovane che, dopo la morte del padre e l’allontanamento della madre accusa gravi squilibri che lo portano a diventare un serial killer. La storia avrebbe trovato il suo culmine con l’esecuzione alla sedia elettrica del protagonista in una prigione di stato. La Rock Opera si sarebbe intitolata MamaSon, ma dopo aver attraversato una fase di intensa esitazione, la band scelse di preservare il senso di alcuni brani; senza, però, mai estendere il progetto.

1) Tool – Lateralus

Analizzare l’opera dei Tool significa entrare in complessi schemi matematici, conseguenza dell’apoteosi sperimentalistica della corrente Progressive a cui la band appartiene. La band di Maynard James Keenan è, infatti, famigerata per l’utilizzo di complesse formule e schemi matematici nei plessi compositivi che costituiscono i loro brani. Lateralus rappresenta la prova regina dell’estro artistico del gruppo. La traccia, infatti, si basa, in termini ritmici, sullo schema di Fibonacci, in cui, ogni numero è dato dalla somma dei due numeri precedenti. Come se non bastasse, la batteria di Danny Carey cambia repentinamente tempo, ponendosi in parallelo con lo schema. Il testo della canzone esplica particolari visioni della coscienza umana, riferendosi allegoricamente alla spirale di Fibonacci. Le lyrics di Lateralus sono uno spaccato di sociologia, la cui decifrazione, risulta molto complessa.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)