gtag('config', 'UA-102787715-1');

Metallica: il batterista Lars Ulrich : “Quando ero solo un ragazzino volevo diventare un…”

I Metallica, band heavy metal statunitense nata a Los Angeles nel 1981, hanno raggiunto in brevissimo tempo un successo clamoroso, entrando di diritto nei Big Four del thrash metal insieme a leggendarie band come Slayer, Megadeth e Anthrax. Sono tantissimi i brani e gli album degni di nota (uno su tutti Muster of Puppets) pubblicati dalla band, ma noi oggi vogliamo soffermarci in particolar modo sul primo incontro tra due membri storici del gruppo: il batterista Lars Ulrich e il frontman James Hetfield.

Il più grande sogno del batterista dei Metallica

Probabilmente non tutti sanno che Lars Ulrich, prima di diventare l’iconico batterista dei Metallica che noi tutti conosciamo oggi, era un gran appassionato di sport e sognava di diventare un tennista, esattamente come suo padre: Torben Ulrich.

“Quando ero solo un ragazzino volevo diventare un tennista, seguire le orme di mio padre e viaggiare per il mondo esattamente come faceva lui. Nei primi 5-6 anni della mia vita abbiamo viaggiato spesso tra America, Australia ed Europa. Alla fine mi convinsi che sarei diventato anche io un grande tennista e, infatti, mi classificai nella top ten under 18 in Danimarca. Dopo un po’ di tempo, poi, ci siamo trasferiti in California e la mia vita è cambiata radicalmente.”

L’altro grande sogno del batterista dei Metallica, ovviamente, era quello di diventare un musicista di fama mondiale: “E, poi, nella mia vita c’era anche la musica… entrare in una band mi diede un senso di appartenenza, di identità.”

La storia del primo incontro tra Lars Ulrich e James Hetfield

La sua carriera musicale ebbe una svolta in particolar modo quando incontrò il cantante James Hetfield:

“La prima volta che vidi James mi sembrava molto riservato e timido, riusciva a stento a guardarmi negli occhi e portare avanti un discorso. Ma c’era un qualcosa di forte che ci univa quando suonavamo. E, anche se dopo il nostro primo incontro non accadde nulla, rimanemmo in contatto e sei mesi dopo ci incontrammo di nuovo. La situazione fu molto diversa e finalmente iniziammo a capirci sul serio musicalmente parlando e soprattutto iniziammo ad intravedere una reale possibilità per entrambi. James era cresciuto per lo più ascoltando band americane come gli Aerosmith e The Amboy Dukes, ma nonostante tutto siamo riusciti comunque a trovare un linguaggio comune. Abbiamo cominciato prima suonando cover di alcune band come i Kiss e i Judas Priest, poi più avanti abbiamo iniziato a comporre canzoni tutte nostre. Ed è esattamente così che abbiamo iniziato e oggi, 37 anni dopo, sono seduto qui con voi a parlarne.”

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)