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Michael Jackson: quella volta che tentò di spiare gli U2 (e fu scoperto)

Torniamo oggi a parlare di uno degli artisti più famosi di tutti i tempi, uno dei più grandi musicisti che la musica abbia mai conosciuto: Michael Jackson. Il re del pop è considerato ancora oggi come uno degli uomini più famosi di tutti i tempi, nonché l’artista con il maggior successo commerciale di sempre. Il musicista di Gary è inoltre uno dei pochi artisti ad essere stato inserito per ben due volte nella Hall of Fame: la prima volta come membro dei Jackson 5 e la seconda come artista solista. Nato come cantante pop, Jackson è riuscito poi ad inserire nel suo sound elementi provenienti dalla musica funk, rock, blues e perfino dal jazz. Nel corso della sua lunga e prolifica carriera il re del pop è stato influenzato da una serie innumerevole di artisti come: I Beatles, Diana Ross, Little Richard, Elvis Presley, i Queen, Stevie Wonder e tanti altri ancora. E, anche se la sua più grande fonte d’ispirazione è stata James Brown, Michael Jackson nutriva un certo rispetto anche per gli U2 di Bono Vox.

Il percorso musicale di Michael Jackson e le sue più grandi fonti d’ispirazione

Il percorso musicale del re del pop è iniziato quando era praticamente un bambino, quando insieme ai suoi fratelli forma i cosiddetti Jackson 5. Da quel momento inizierà anche la sua scalata verso il successo, una scalata che alla fine lo porterà ad essere uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Jackson ha ispirato centinaia e centinaia di altri artisti e, naturalmente, è stato a sua volta ispirato da una serie innumerevole di musicisti.

Secondo alcuni, poi, Michael Jackson era completamente ossessionato dagli U2. La sua paura più grande, secondo queste voci, era che la band irlandese potesse battere i suoi primati e superarlo nelle classifiche mondiali. Michael Jackson rimase particolarmente impressionato dal successo commerciale di “The Joshua Tree“, quinto album degli U2 pubblicato il 9 marzo del 1987. Effettivamente il disco si rivelò uno dei più redditizi della band irlandese e, ancora oggi, è considerato uno dei più grandi album della storia del rock.

Quella volta che tentò di spiare gli U2

Le paure di Jackson si fecero col tempo sempre più grandi e, un giorno, pensò bene di inviare una troupe televisiva privata negli studi di registrazione di Windmill Lane a Dublino per spiare gli U2 e scoprire tutti i segreti del loro successo.

Il piano di Jackson, per quanto geniale, non portò ad alcun risultato. La sua finta troupe fu scoperta dal manager degli U2 Paul McGuinness, il quale descrisse l’episodio come ‘a dir poco inquietante‘. Fortunatamente Bono la prese bene e, commentando l’episodio al Sun, disse:

“Michael probabilmente voleva semplicemente osservare il nostro habitat naturale.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)