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Michael Jackson: La triste storia dell’infanzia perduta del Re del Pop

Michael Jackson è stato una delle Super star più famose di tutti i tempi. Grazie al suo prorompente apporto sulla scena musicale contemporanea, il Re del Pop ha ampiamente contribuito a plasmare il nuovo volto dell’industria Pop dei nostri giorni. Il leggendario cantante ha vissuto nel segno dei riflettori, praticamente, per tutta la vita, esordendo da bambino con i Jackson 5. La storia di Michael Jackson al di la del palco, però, è delle più travagliate. Avendo perso un periodo prezioso come l’infanzia in favore di una carriera artistica eterna, Michael Jackson ha attraversato non pochi momenti critici dovuti ad una serie di deplorevoli controversie sorte sul suo conto.

Dalle accuse di molestie alle voci di corridoio nate attorno alla sua figura, estremamente mistificata, il Re del Pop ha sopportato non pochi tumulti all’interno della sua quotidianità, già di per sé, instabile a causa della sua posizione. Michael Jackson morì in circostanze tragiche il 25 giugno del 2009, a causa di un arresto cardiaco, pochissimo tempo prima di tornare sul palco in occasione di una kermesse estiva che avrebbe segnato il suo grande ritorno sulle scene. Nel 1993, il leggendario Re del Pop rilasciò un’intervista dalle atmosfere intime e struggenti presso il celeberrimo show di Oprah Winfrey. In questo articolo, ne riportiamo i punti salienti.

Michael Jackson racconta della sua infanzia perduta

Inizialmente, Oprah Winfrey ha chiesto a Michael Jackson come fosse esibirsi da piccolo e come vivesse l’esperienza dal vivo durante il periodo dell’infanzia. La Pop Star ha rivelato che, in realtà, non abbia mai vissuto quel periodo della sua vita e di averne accusato la perdita durante la crescita.

“Per me salire sul palco significava essere a casa. Mi sentivo a mio agio ed è ancora così – ha esordito Jackson – Quando lo show finiva, però, ero molto triste. Affrontare la popolarità in un’età così tenera e delicata è davvero difficile. Non avevo amici. I miei fratelli lo erano e, insieme, abbiamo vissuto momenti meravigliosi, ma piangevo spesso per quanto mi sentissi solo“.

“Ero molto piccolo quando io e i miei fratelli siamo diventati famosi. La celebrità ha molti aspetti positivi. Avevo otto o nove anni quando ho iniziato a girare il mondo e vivere esperienze memorabili; non rimpiango l’altra faccia della medaglia, ma tutto questo ha un prezzo e, nel mio caso, è stato molto alto. Ho rinunciato a tutto, ho rinunciato ad essere me stesso, ha continuato.

Il Re del Pop riflette sulla sua routine da bambino

Andando avanti con il colloquio, Michael Jackson ha riflettuto sul suo modo di scandire le giornate quando si esibiva con i Jackson 5. Ho realizzato di aver perso la mia infanzia nel corso degli anni. Facevamo lezione con un tutor per tre ore al giorno e, subito dopo, ci recavamo in studio e registravamo per ore, per poi andare a dormire”.

“Ricordo che quando andavamo a registrare, ero solito passare accanto ad un parco dove vedevo i bambini giocare, ridere e urlare. Piangevo ogni volta. Avrei voluto vivere come loro, invece di iniziare a lavorare così presto e in maniera talmente estenuante”, ha rivelato.

Sul finire dell’intervista Oprah Winfrey ha chiesto a Michael Jackson come mai amasse circondarsi dai bambini. Il Re del Pop ha concluso spiegando che, negli ultimi anni, avesse scelto di vivere i momenti che gli vennero preclusi dal bambino. La solitudine sofferta dall’immenso musicista in tenera età, ha compromesso la sua stabilità emotiva; rendendolo particolarmente sensibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)