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Michael Jackson, La storia dell’ultimo vero album del re del pop

Michael Jackson non ha bisogno di grandi introduzioni. Sicuramente è uno degli artisti che ha avuto maggiore impatto sull’intrattenimento di tutti i tempi, influenzando non solo il mondo musicale, ma il mondo in generale. Ha esordito con la sua band “familiare”, I Jackson 5 e poi ha pubblicato da solista in totale dodici album, di cui due postumi. Uno dei lavori meno apprezzati di Michael Jackson è Invincible, anche se ha molto da raccontarci se lo ascoltiamo bene.

Il vero ultimo album

Dopo la morte di Michael Jackson, come spesso accade con star di questa portata, sono usciti album e tantissimi brani postumi. Alcuni hanno giustamente considerato errato tale comportamento, per varie ragioni. Non solo per il fatto ovvio che speculare dopo la morte di un artista non sia giusto, che però trascuriamo in quanto sappiamo come funziona il business musicale. Ma soprattutto per il fatto che Michael Jackson fosse un perfezionista. Aver pubblicato la sue demo, le sue prove, che non riteneva adeguate al mercato o precise per come le desiderava, è forse il più grande sgarbo che gli si potesse fare. Ma bisogna anche essere onesti, da uomo d’affari, Jackson avrebbe sicuramente capito. Tuttavia, quando pensiamo ai suoi album, dobbiamo comprendere l’enorme differenza che c’è tra quelli pubblicati dal re del pop sotto la sua meticolosa supervisione ed i due postumi: Michael e Xscape. L’ultimo vero album di Michael Jackson è quindi, come già si è capito, Invincible.

Michael Jackson e le difficoltà con Invincible

Innanzitutto bisogna dire che Invincible è non solo l’album più costoso della carriera del re del pop, ma anche il più costoso della storia, con un budget di quaranta milioni di dollari. Questa cifra esorbitante fu dovuta al fatto che mentre lo stava realizzando Michael Jackson dovette affrontare una durissima battaglia legale con la Sony. Quando Jackson comunicò alla Sony la sua intenzione di non rinnovare il contratto nel 1991, l’etichetta cercò di costringere il cantante a rimanere. Per farlo, boicottò di fatto l’album Invincible che era ancora in lavorazione. Addirittura fu l’unico album di Michael Jackson a non avere alcuna pubblicità, la Sony boicottò il budget per i videoclip ad eccezione di quello di You rock my world, ecc. Jackson denunciò la Sony ed in particolare Tommy Mottola, accusandolo di razzismo. Poco dopo ebbe la sua vendetta, in quanto Mottola venne licenziato.

Dalle critiche alla riscoperta

Con queste premesse per l’album fu difficile emergere positivamente. Un altro elemento di svantaggio era il fatto che Michael Jackson non usciva con un album dal 1995 e tutti attendevano questo ritorno con enorme entusiasmo. Il re del pop era fierissimo del suo lavoro, ma non lo vide apprezzato abbastanza da pubblico e critica. Con il tempo Invincible fu però rivalutato e nel 2009 venne definito dai lettori di Billboard come il “miglior album del decennio”. Come tematiche, l’album comunque riflette le tipiche della musica di Michael Jackson: canzoni umanitarie (The lost children, Cry), canzoni d’amore e sensuali (Speechless, Heaven can wait), pezzi R&B (la title-track, Break of dawn), canzoni contro i media (Unbreakable, Privacy) ecc. È ancora oggi un album fortemente moderno e che continua a sorprendere.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)