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Mike Shinoda: “ogni volta che riascolto la musica dei Linkin Park mi sento…”

Come molto spesso accade nel rock, quando il frontman o un membro storico di una determinata band viene a mancare, per gli altri componenti è molto difficile andare avanti e continuare a fare musica. Prendete ad esempio i Nirvana: la formazione grunge, dopo la dipartita del vocalist Kurt Cobain, ha scelto saggiamente di sciogliersi e di abbandonare qualsiasi progetto. Stessa storia, poi, vale per i Linkin Park. Dopo il suicidio del leader Chester Bennington, per i restanti componenti non è stato affatto facile andare avanti e continuare a fare musica. Fortunatamente, però, così come l’ex Nirvana Dave Grohl ha trovato la forza di riprendersi e di formare un nuovo gruppo (i Foo Fighters), anche Mike Shinoda dei Linkin Park è riuscito a superare il trauma, pubblicando un album solista nel 2018 (Post Traumatic). E, come potete immaginare, per Mike Shinoda oggi come oggi ascoltare i vecchi pezzi dei Linkin Park non è affatto semplice.

Le parole di Mike Shinoda sulla musica dei Linkin Park

Il rapper e produttore discografico statunitense, intervistato da KROQ, si è recentemente soffermato sulla musica dei Linkin Park e sulle sue difficoltà ad ascoltarla ancora oggi:

“Dipende tutto da quel sentimento di gratitudine che è dentro di noi. A casa mia, ad esempio, prima di andare a dormire faccio due semplici domande ai miei figli: “qual è stata la parte più interessante della tua giornata?” e “sei fiero di quello che hai fatto?” E, quando la giornata è andata male, allora evito altre domande e dico: ‘ok,hai avuto una brutta giornata, ma sei comunque grato di quello che hai fatto?”

Le parole del rapper statunitense: “non ce l’avremmo mai fatta senza l’appoggio dei fan”

Ovviamente per il cantante di Panorama City non è stato facile accettare la morte del suo amico e collega Chester Bennington e, se prima proprio non riusciva ad ascoltare i pezzi dei Linkin Park, adesso il compito sembra essere diventato un po’ più leggero:

“Nel mio caso, ad esempio, risponderei di si: sono fiero di quello che ho fatto -ha continuato Mike Shinoda- e tutto ciò è merito anche del sostegno dei fan in questi ultimi anni. Alcuni pezzi come ‘Numb’ e ‘In The End’ sono ancora oggi molto ascoltati ed apprezzati e, In The End, ha perfino superato un miliardo di visualizzazioni su youtube di recente. Restare nella mente e nei cuori delle persone e aver composto brani che significano ancora molto per tantissima gente mi riempie di gioia: è un traguardo che non mi sarei mai aspettato di raggiungere. E, naturalmente, non ce l’avremmo mai fatta senza l’appoggio dei fan: diciamo che è stato uno sforzo congiunto.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)