gtag('config', 'UA-102787715-1');

Morte di Brian Jones: in un documentario spuntano nuovi importanti indizi

Brian Jones, al secolo Lewis Brian Hopkin Jones, è conosciuto soprattutto per essere stato uno dei membri fondatori dei Rolling Stones. Ciò che ha colpito i migliaia di appassionati del genere è stato tanto il suo talento quanto la sua morte, avvenuta il 3 luglio del 1969 quando fu trovato senza vita sul fondo della piscina, nella sua casa ad Hartfield. Ebbene, nonostante siano passati quasi 50 anni dal decesso di Brian Jones, la sua morte resta ancora oggi uno dei più grandi misteri della storia del rock. Il referto ufficiale del coroner parlava di annegamento causato per lo più dall’assunzione di pesanti dosi di alcool e droghe: la verità, però, non è mai venuta a galla.

La morte di Brian Jones, co-fondatore dei Rolling Stones

Sulla vicenda, così delicata e piena di incongruenze, ha cercato di far luce anche Netflix grazie ad un documentario interamente incentrato sulla morte di Brian Jones. Nella pellicola, infatti, compare una preziosa testimonianza di Tom Keylock, veterano di guerra, amico e fidato autista di Mick Jagger e soci.

“Eravamo parecchio su di giri quella sera, perdemmo completamente la cognizione del tempo e dello spazio -spiegherà Keylock poco prima di morire durante un’intervista realizzata dal giornalista Terry Rowlngs- Tutti, ma proprio tutti, fecero uso di droghe ed alcool. Ad essere onesto non so se Frank (Thorogood) abbia ucciso realmente Brian Jones. Forse stavano solo scherzando e la situazione gli è sfuggita di mano. Fatto sta che la morte di Brian non è stata naturale, io l’ho sempre sospettato.”

L’uomo citato da Keylock, Frank Thorogood, resta infatti ancora oggi uno dei sospettati principali del presunto omicidio di Brian Jones. E, a puntare il dito contro di lui, è stato anche lo stesso Terry Rowlings, grazie al suo libro “Brian Jones: chi ha ucciso Christopher Robin?”. Secondo quanto scritto nel suo volume, infatti, le continue liti tra Brian e Frank sfociarono alla fine in un feroce litigio, proprio durane una nuotata in piscina, nel bel mezzo della festa. E, nonostante la versione di Rawlings sia la più accreditata fin ora, non sono certo mancate altre ipotesi e altre versioni circa la misteriosa morte di Brian Jones. Per anni ed anni, addirittura, qualcuno ha incolpato perfino i Rolling Stones, accusandoli di aver portato quel povero ragazzo sulla cattiva strada.

L’ipotesi di Danny Garcia

L’ultimo a tornare sull’argomento è stato Danny Garcia, con il suo documentario: “Rolling Stones: Life and Death of Brian Jones”. Il fulcro del discorso è incentrato ancora una volta sulla figura di Frank Thorogood e, sopratutto, sul fatto che nei polmoni di Jones siano state trovate tracce di acqua dolce e quindi non solo il cloro della piscina dove sarebbe deceduto. La pellicola si sofferma quindi sull’ipotesi che Brian Jones potrebbe essere morto molto prima di quanto si pensi, magari durante uno scontro con Thorogood, per poi essere trasportato nella piscina per provare a mascherare il crimine. Ovviamente quella di Garcia resta solo un’ipotesi, una delle tante insomma.

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)