gtag('config', 'UA-102787715-1');

Motorhead: il mistero dietro il testamento di Lemmy Kilmister

Era il 28 dicembre del 2015 quando Lemmy Kilmister, storico leader dei Motörhead, perse la vita a Los Angeles per un cancro alla prostata e un’insufficienza cardiaca congenita. Il britannico soffriva di diabete e aritmia cardiaca e, dopo un intervento chirurgico al quale fu sottoposto a Los Angeles nel 2015, scoprì di avere un cancro terminale al collo e al cervello. Del suo testamento, invece, ancora non c’è traccia.

Il mistero dietro il testamento di Lemmy Kilmister

Non che ci piaccia parlare dell’aspetto economico, ma Lemmy nella sua lunga ed intensa carriera è riuscito ad accumulare un patrimonio vicino ai 10 milioni di dollari. Intorno alla sua figura è cresciuto un vero e proprio culto del rock and roll che continua a generare fatturati incredibili. Per non parlare di strumenti, vestiti, stivali, cappelli, libri di storia. E poi, ancora, tutti quei cimeli e quei reperti bellici, con una particolare attenzione per le divise naziste. Che fine farà tutto ciò?

L’ultima parola sarebbe spettata a Lemmy ma, purtroppo, delle sue volontà nemmeno l’ombra. Pochi giorni dopo la sua morte, invece, già si parlava di una probabile ‘guerra per l’eredità’ a causa di disposizioni poco precise del defunto. Ma allora esiste il testamento di Lemmy Kilmister, al secolo Ian Fraser Kilmister?  Se si, chi se ne occuperà?

Queste stesse domande sono state poste sia al manager che al batterista dei Motorhead, Mikkey Dee. Visionata la domanda, entrambi hanno fatto un passo indietro: “mi dispiace, è ancora troppo presto per parlarne”. Troppo presto? A noi risulta invece che il testamento del Duca Bianco David Bowie sia stato rilasciato appena venti giorni dopo il decesso e che le volontà di Prince si appresero il giorno stesso. Il fatto che tutti, ma proprio tutti, stiano deviando il discorso nutre fortemente i nostri dubbi.

La vita da rocker on the road di Lemmy Kilmister

Analizzando i fatti una cosa è certa: Lemmy non ha mai provato a costruirsi una famiglia intorno, preferendo sempre una vita da rocker on the road. E, secondo una sua personale stima, è andato a letto con più di mille donne: con il risultato di un figlio riconosciuto (Paul Inder) e uno dato in adozione appena nato. Di quest’ultimo, poi, lui stesso ne raccontò la storia, senza troppi peli sulla lingua: “Non so niente di lui, è quanto di più lontano da me. Credo faccia il programmatore a Betford, o una roba del genere. La sua vera madre non ha resistito e ha voluto rivederlo, ma non ha avuto il coraggio di raccontargli chi è il suo vero padre. Io non l’ho mai visto e mai gli racconterei della mia esistenza, gli rovinerei la vita.”

Il signor Kilmister, però, allo stesso tempo non ha nemmeno mai badato più di tanto ai profitti. Possibile, quindi, che abbia tralasciato questo dettaglio ritenuto da lui secondario: quello di fare testamento. In questo caso, allora, la pratica potrebbe essere ancora più lunga e complessa del previsto.

Un’idea di quello che potrebbe essere il pensiero di Lemmy già ce lo siamo fatti, soprattutto grazie alle sue storiche interviste dove, fiero, dichiarava: “No alla politica. No alla religione. Sono la rovina dei giovani. Il rock and roll, invece, non ti tradirebbe mai.”

Share

Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)