New Horizons: il primo singolo di Brian May dopo 20 anni

Brian May, ha rilasciato da poco un nuovo singolo: “New Horizons”.

La canzone “New Horizons” rompe il lungo silenzio discografico riguardante la carriera di May, il suo ultimo album risale infatti a 20 anni fa con Another World. Il nuovo brano, registrato a dicembre, è stato composto in collaborazione con il paroliere Don Black, noto ai più per alcune collaborazioni storiche, come quella con John Barry per i temi di alcuni film della saga cinematografica di 007.

Il brano, New Horizons, è ispirato all’omonima missione spaziale della NASA a cui lui stesso ha partecipato. Tra le tante, Brian May, ha infatti un dottorato in astrofisica. Negli anni scorsi ha lavorato come collaboratore alla missione spaziale New Horizons, la cui sonda è stata lanciata nel 2006 per raggiungere Plutone.

Ultima Thule: il corpo celeste più lontano mai esplorato

La sonda ha impiegato 13 anni per arrivarci e alle 6.33 (ora italiana) del 1° gennaio 2019 ha raggiunto la fascia di Kuiper MU 69 2014, detta anche Ultima Thule: il corpo celeste più lontano mai esplorato dall’uomo.

(Ultima Thule è il nome scelto dal pubblico, grazie a un concorso indetto dalla Nasa, per battezzare appunto l’oggetto celeste più lontano che l’umanità abbia mai esplorato.)

 Brian May: tra musica e astronomia

Il nuovo singolo è stato trasmesso in anteprima a livello mondiale dal quartier generale della Nasa, nel Maryland. Fu Alan Stern, promotore della missione, a dare lo spunto a Brian lo scorso Maggio. Alan gli chiese infatti di incidere un brano per “Ultima Thule” in modo che potesse essere suonato nel momento in cui la sonda NH avrebbe raggiunto la nuova destinazione. Bryan ha ammesso di essere stato ispirato dall’idea, dal concetto di “punto più lontano mai raggiunto da un oggetto creato dall’uomo”.

Per me è stata una sfida eccitante quella di unire due diversi aspetti della mia vita: l’astronomia e la musica” ha commentato infine May.

Il brano New Horizons

Il brano celebra i 12 anni della sonda spaziale New Horizons,lanciata per la prima volta nel 2006,al suo interno è possibile ascoltare la voce dell’illustre astrofisico Stephen Hawking , riproducendo quel messaggio che questi inviò nel 2016 al team della Nasa il giorno in cui la sonda entrò nell’orbita del pianeta Plutone.

La canzone, come una vera a propria sonda, è stata lanciata sul canale televisivo della Nasa pochi minuti dopo la mezzanotte, secondo l’ora di New York.

New Horizons è un tributo intimo e allo stesso tempo universale, che celebra in parte anche la musica dei Queen, mai uscita dai riflettori, sempre più viva nella memoria e nei cuori dei fan di tutto il mondo.           Evidente è il richiamo al sound dei Queen, merito non solo della chitarra di May e del suo timbro vocale, ma anche della polifonia del brano.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)