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Nick Cave e quella tragedia che ispirò il suo ultimo album

Nick Cave è un cantante australiano molto apprezzato, famoso per essere il cantante e fondatore della band Nick Cave and the Bad Seeds. Nel corso della sua carriera ha saputo sperimentare vari generi e creare con la sua musica atmosfere uniche ed intense. Ricordiamo la sua voce di baritono e la cupezza che trasmette la sigla di Peaky Blinders ad opera proprio di Nick Cave and the Bad Seeds. La vita del cantante è purtroppo stata distrutta da una terribile tragedia: la perdita del figlio Arthur. Al figlio ha dedicato un album in cui il dolore è la prima ispirazione.

La morte del figlio

Nostro figlio Arthur è morto martedì sera. Era il nostro bellissimo, felice e amorevole ragazzo. Chiediamo che in questo momento di dolore sia rispettata la privacy della nostra famiglia.

Così Cave e la moglie annunciarono la morte del loro figlio. Arthur morì all’età di soli quindici anni il 14 Luglio 2015 a causa di una caduta da una scogliera a Ovingdean Gap, vicino a Brighton, nel Sud dell’Inghilterra. Più volte Cave ha parlato di questo avvenimento come qualcosa che lo ha cambiato per sempre. Il dolore lo ha trasformato e se lo porta sempre dentro. Anche la sua musica, come è ovvio, ne è stata influenzata.

L’elaborazione del lutto di Nick Cave

In seguito alla scomparsa del figlio, lo stile musicale della band divenne anche più cupo. Sappiamo bene che lo stile di Cave è sempre stato assai vicino al Gothic rock, una delle sue principali influenze, tuttavia la componente malinconica si è assai acuita. Uscirono due album dopo quella tragedia: Skeleton Tree e Ghosteen. Sono gli ultimi due di una trilogia ideata dal cantante australiano, tra i più esoterici della sua produzione. Skeleton Tree era però già quasi terminato, per cui con enorme sforzo nel 2016 Cave cercò di fare le ultime modifiche e farlo uscire.

Ghosteen e il ricordo del figlio

È Ghosteen, uscito nel 2019, che risentirà di più della tremenda esperienza del lutto. E un doppio album ed è una sorta di opera rock che racconta di un adolescente fantasma. Non è difficile, purtroppo, comprendere chi sia. Sicuramente si tratta di uno dei dischi più tristi mai scritti, dove le canzoni sono dedicate al dolore ed è il dolore che è dedicato alla musica. La dimostrazione di quanto un simile trauma possa cambiare una persona. Nella traccia Waiting for you Nick Cave dice “Sto aspettando che ritorni”, non sappiamo se stia di fatto parlando al figlio, ma è molto probabile, anche perché nella canzone Ghosteen speaks si dice “Sono qui accanto a te, sono dentro te”. In Hollywood poi si racconta di una madre che ha perso il figlio, in un brano straziante che Cave avrà scritto pensando alla moglie.

She hugged her baby and cried and cried
She said everybody is always losing somebody
Then walked into the forest and buried her child
Everybody’s losing someone
Everybody’s losing someone. 

Tuttavia anche se Arthur è morto, sta vivendo ancora dentro le opere del padre e forse è proprio per questo che Cave ha scritto questo album.

A ghosteen dances in my hand
Slowly twirling, twirling all around
Glowing circle in my hand
Dancing, dancing, dancing all around 
A ghosteen dances in my hand.

– Ghosteen

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.