Nirvana, Kurt Cobain odiava il rap e l’hip hop?

Tra le (tante) fonti d’ispirazione dei Nirvana c’erano moltissimi nomi molto interessanti e relativamente sconosciuti in Italia. Tra i vari esempi, non c’era un grandissimo spazio per il rap. Ovviamente si sta parlando del rap degli anni Ottanta e Novanta. Secondo Kurt Cobain però il rap non era un granché: era un genere misogino e relativamente poco interessante. Per lui erano più interessanti (per dire) i suoi acerrimi nemici, ovvero i Guns n’Roses di Slash e di Axl Rose. Nonostante questo, il defunto leader dei Nirvana era più interessato al mondo hardcore e non tanto, come suddetto, a quello del rap o dell’hip hop.

COBAIN ODIAVA IL RAP?

In un’intervista del 20 settembre 1991, Cobain ha spiegato: “I bianchi hanno maltrattato i neri abbastanza a lungo. Ma magari ero sbronzo e ubriaco. Sono un fan del rap, ma gran parte di esso è così misogino che non riesco ad averci a che fare. Non ne sono proprio un fan. Lo rispetto totalmente e lo amo perché è una delle poche forme originali di musica che siano state introdotte, ma l’uomo bianco che fa rap è come guardare un uomo bianco ballare: non sappiamo ballare, e non sappiamo rappare. Non abbiamo un’immagine, non c’è molta storia dietro la nostra band, quello che la gente coglie di noi è tutto ciò che la gente può dire“.

LE TANTE INTERVISTE DI KURT COBAIN

Questa intervista venne pubblicata solamente qualche giorno prima dell’uscita di Nevermind, il più grande successo commerciale della band di Seattle. In quel periodo Kurt, per sua stessa ammissione, era veramente occupato e ciò non gli piaceva granché. Disse infatti: “Facciamo costantemente interviste. Voglio dire, non abbiamo nemmeno più tempo per noi stessi. Facciamo interviste tutto il giorno anche per alcune cose davvero ridicole, molte riviste heavy metal, riviste hard rock che presentano gli Guns N’ Roses e cose del genere. Quindi è un po’ strano, non so, è diverso da quello che siamo noi“.

IL MARKETING DEI DISCHI NEGLI ANNI ’90

Kurt aveva anche parlato di quello che c’era dietro l’organizzazione, la creazione e la commercializzazione di un album musicale (sempre negli anni Novanta). Disse: “C’era sempre un piano di marketing o qualcosa che volevano far fare a noi ragazzi o hanno semplicemente detto che potevano portarci a visitare il mondo? Basta andare con un’etichetta importante e avremo i nostri dischi nei negozi di tutto il mondo. Ma loro comandano tutto, essere liberi è impossibile. Ogni [album] sarà disponibile [non udibile]. Solo che di per sé è diverso“. Con questa ultima affermazione aveva, in qualche modo, predetto la futura venuta dell’ascolto online e in streaming.

IL RAPPORTO CON I BATTERISTI DEI NIRVANA

Insieme al bassista Krist Novoselic, il Nostro ha anche parlato dei vari batteristi che si sono avvicendati nella band dei Nirvana. Non era infatti trovare il giusto batterista in quel periodo e Kurt ha infatti confermato: “Abbiamo avuto un paio di batteristi nel primo anno di vita della band in cui sentivamo che non ci saremmo mai adattati, ma erano gli batterista che potevamo avere in quel momento. È davvero difficile trovare i batteristi. [Per adattarsi] devono amare la stessa nostra musica e avere lo stesso gusto. Il problema del batterista non è un problema tanto grave per tutti. Non è come se ci fossero tutti questi grandi batteristi e non possiamo trattare con tanti altri musicisti, o c’è un conflitto di personalità. Principalmente erano solo differenze musicali e cose del genere“.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.