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Nirvana: la storia degli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain

Come gli amanti dei Nirvana e della musica in generale sanno, la storia di Kurt Cobain merita di essere presa in considerazione secondo differenti aspetti, che siano in grado anche di specificare maggiormente quali siano state le ragioni che l’hanno portato alla morte. Allo stesso tempo, prendendo in considerazione delle dichiarazioni nello specifico e dei racconti che sono stati effettuati da persone molto vicine al leader dei Nirvana, è possibile capire anche quali siano stati gli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain, quali suoi gesti e quali quelle possibile avvisaglie che, se fossero state prese in esame prima, probabilmente avrebbero potuto evitare la tragedia. Vogliamo dunque parlarvi degli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain, e di quanto il leader dei Nirvana ha fatto.

Kurt Cobain voleva lasciare i Nirvana?

Prima tra le informazioni che meritano di essere presa in esame è quella che riguarda i Nirvana, e il rapporto che Kurt Cobain aveva con gli altri membri della band. Come Dave Grohl ha già avuto modo di raccontare In diverse occasioni, il rapporto tra Kurt Cobain e gli altri membri della formazione statunitense sembrava essersi incrinato particolarmente, tanto che pare che Kurt Cobain volesse lasciare la formazione.in un intervista per MTV, Courtney Love, la moglie di Kurt Cobain e, ha affermato che non molto tempo prima del suicidio, il cantante statunitense odiava essere il leader dei Nirvana e voleva lavorare con Michael Stipe dei REM, abbandonando la formazione grunge statunitense.

Kurt Cobain comprò un fucile da caccia prima della sua morte

L’elemento preponderante che riguarda la dinamica degli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain è sicuramente quello dell’acquisto di un fucile da caccia che avvenne da parte del leader dei Nirvana. Il fucile gli è stato venduto dal suo amico Dylan Carlson, che non identificò dei problemi nel parlare con il leader della Formazione grunge statunitense. Carlsson ha affermato che Cobain sembrava essere piuttosto tranquillo nell’acquistare il fucile e che, allo stesso tempo, si giustificò dicendo che aveva voglia di cacciare. Per questo motivo, pagando $300, acquistò un fucile da calibro 20 e una scatola di munizioni, che poi saranno identificati come l’arma del delitto a seguito del suicidio di Kurt Cobain.

La lettera del suicidio di Kurt Cobain

L’elemento fondamentale che riguarda gli ultimi giorni di vita di Kurt Cobain è la lettera del suicidio, indirizzata all’amico immaginario Boddah. La lettera si conclude in questo modo: Bacia tutte le persone che incontra perché tutti sono buoni e nessuno può farle del male. E questo mi terrorizza a tal punto che perdo le mie funzioni vitali. Non posso sopportare l’idea che Frances diventi una miserabile, autodistruttiva rocker come me. Mi è andata bene, molto bene durante questi anni, e ne sono grato, ma è dall’età di sette anni che sono avverso al genere umano. Solo perché a tutti sembra così facile tirare avanti ed essere empatici. Penso sia solo perché io amo troppo e mi rammarico troppo per la gente. Grazie a tutti voi dal fondo del mio bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! Non ho più nessuna emozione, e ricordate, è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.