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Nirvana, le cinque canzoni più tristi di Kurt Cobain

Kurt Cobain ha saputo crearsi un proprio posto nella scena del grunge, pur avendola calcata per poco tempo. Forse per l’etichetta che il suo stesso genere gli dà, siamo più abituati a ricordarcelo nella versione Smells like teen spirt”il suo maggior successo. In verità Kurt era un uomo molto sensibile e questa sua sensibilità è a tratti trascurata oppure, eccessivamente considerata. La musica d’altronde era il suo canale di espressione, o almeno lo è stata per molto tempo. È proprio dai testi e dalle melodie di alcune sue canzoni che questo lato molto più cupo e sensibile riesce a prendere forma. Qui, cinque delle canzoni più di tristi di Kurt Cobain.

1- “Negative Creep”

Questa traccia fa parte del loro album, Bleach, del 1989. La base non è di sicuro delle più tristi. Risulta essere infatti molto ruvida, aggressiva e ripetitiva. Obiettivamente può essere considerata triste solo per via delle parole che scrive e canta Kurt. Il testo sembra essere autobiografico e qui non fa altro che definirsi un “pessimista schifoso”, cosa che confermerà anche dopo in una serie di interviste.

2- “ Something in the way”

Questa fa sicuramente parte delle canzoni più tristi di Kurt Cobain. A ispirare questo pezzo fu un luogo che lasciò una cicatrice nella sua esistenza. È il ponte poco distante da casa sua, dove si ritrovò anche a dormire qualche volta, perché sfrattato di casa. In questo caso la melodia accompagna il testo e Kurt riversa nella musica il dolore di quei giorni.

3- “Rape me”

Per fare rientrare questa canzone fra le più tristi si deve un po’ leggere fra le righe. Il testo parla in verità di uno stupro. La ragazza in questione è stata stuprata e racconta la sua storia. I Nirvana avevano già portato avanti un progetto del genere con Polly, che fu però un prodotto molto difficile da gestire dopo la pubblicazione, visto che fu scritta dal punto di vista dello stupratore, che cerca pure di giustificarsi. Si dice essere ambigua questa perché pare avere una sottile vena autobiografica, suggerita anche dal loro biografo. Si pensa sia legata alla visione che ha Kurt della sua vita, inghiottita dai media. Cosa che gli procurò per tutto il tempo, un grandissimo disagio.

4- “Heart-Shaped Box”

Questo pezzo ha fatto scalpore per il significato del titolo stesso. Se si fa riferimento al testo, ci sono metafore e espressioni dirette che possono essere colte e che rivelano la tristezza di Kurt. Il ritornello in sé vede l’autore chiedere aiuto. Dice infatti “Ehi, aspetta, ho un nuovo lamento”. Che Kurt abbia ancora il bisogno di sfogarsi? Il resto del testo procede verso la stessa direzione, mettendo avanti anche un sentimento di dipendenza da quella persona, fonte di supporto e consolazione.

5- “Lithium”

Anche questa può essere inserita fra le canzoni più tristi di Kurt Cobain, benché nel testo dica espressamente di non esserlo. Non a caso è ricca di contraddizioni: Kurt non si sente triste, ma da biasimare. Ha trovato i suoi amici, ma si sente solo.

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)