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Pamela Des Barres, la groupie che fece impazzire il mondo del rock

A partire dagli anni sessanta le groupie hanno contribuito a plasmare un’intera scena musicale. Attratte dal carisma della rockstar e dal loro stile di vita, queste ragazze accompagnavano i musicisti durante le tournèe, diventando parte integrante dell’ entourage. Molto spesso le groupie erano rappresentate da ragazze giovanissime (a volte anche minorenni) e, nel tempo, non sono mancate storie (come quella di Jimmy Page e Lori Maddox) e leggende legate a queste figure. Più e più volte ci siamo soffermati su questo donne, raccontandovi la vita e gli eccessi di alcune storiche groupie come Bebe Buell, Lori Maddox, Sable Starr, Chrissie Younge e tante altre ancora. Oggi, invece, vogliamo soffermarci in particolar modo su Pamela Des Barres.

La storia della groupie Pamela Des Barres

“Se non c’è una groupie intorno a te, allora significa che non stai facendo sul serio”, dichiarò una volta con un pizzico di ironia Frank Zappa. Le groupie iniziarono a dominare le scene musicali a partire dagli anni sessanta e settanta e, una delle più note, era una certa Pamela Des Barres, al secolo Pamela Ann Miller. La passione verso le rockstar e il rock arrivò quando Pam era ancora una sedicenne e quando le scene erano dominate da alcuni artisti come Elvis Presley, i Beatles e i Rolling Stones.

La groupie iniziò ad avvicinarsi a quell’affascinante mondo grazie ad un suo parente che, tramite passaparola, iniziò a presentarla a vari artisti come Captain Beefheart, Flying Burrito Brothers e Frank Zappa. Con quest’ultimo, poi, strinse un particolare rapporto di amicizia, arrivando addirittura a fare da baby-sitter ai figli.

I contatti con Mick Jagger, Keith Moon e Jimmy Page

Pam, quindi, iniziò così a frequentare con costanza i locali del Sunset Strip di Los Angeles e ad entrare in contatto con artisti come Jimmy Page degli Zeppelin, Mick Jagger degli Stones, Keith Moon degli Who e tanti altri ancora. “In verità io adoravo i Beatles, ma ero ancora troppo giovane e loro decisamente troppo famosi. E, quindi, iniziai a frequentare gruppi locali come i Byrds e i Doors. Per una giovane ragazza bionda e piena d’amore come me non fu un problema accedere ai backstage”, raccontò una volta la Pam durante un’intervista.

Col tempo, ovviamente, non sono mancate critiche insensate e accuse di ogni genere verso queste ragazze che altro non facevano che inseguire un sogno, molto spesso proibito. “Eravamo lì per un solo motivo: la musica. Molto spesso sono stata considerata una puttanella sottomessa, ma la verità è che ho semplicemente fatto tutto ciò che volevo nella mia vita.“

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)