Pearl Jam a Roma: cover di Imagine e messaggio per i migranti

Il concerto dei Pearl Jam a Roma

Si è tenuto, ieri, il concerto dei Pearl Jam a Roma. Ultima data italiana per la band grunge e alternative rock statunitense, che non si esibiva nella capitale italiana da 21 anni. Un concerto ricco di sorprese, di cover (il vero e proprio marchio di fabbrica della band statunitense) e di brani che fanno parte della storia della musica.

Tre ore totali di concerto, che hanno ribadito il significato di “musica” e di “concerto”. I Pearl Jam sono tra i baluardi della musica che fa da collegamento tra due secoli e due millenni: il loro è un compito arduo, così come può esserlo quello dei Foo Fighters – per fare un esempio -; in ogni caso, però, la pressione non fa venir meno i talenti. Il concerto è stato straordinario, così come importante è stata la scelta, anche politica, di realizzare una cover di Imagine di John Lennon. Cover realizzata insieme a quelle di  “Insterstellar Overdrive” dei Pink Floyd, “Again Today” di Brandi Carlile, “Eruption” dei Van Halen, “Black Diamond” dei Kiss “Comfortably Numb” ancora dei Pink Floyd e il classico di Neil Young “Rockin’ in the Free World”.

Imagine, il capolavoro di John Lennon

La cover di Imagine, di cui parleremo successivamente, è di per sè un capolavoro del capolavoro. E’ risaputo, ormai, che la canzone sia il simbolo di tutti gli accadimenti umanitari e sociali che si susseguono nei nostri anni. Un messaggio di pace, speranza, fratellanza datato 1971.

Eppure, secondo la stessa ammissione di John Lennon, il brano considerato tra i più belli di sempre (la rivista Rolling Stone lo pone al terzo posto tra i brani migliori della storia della musica) è “anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, e viene accettato solo perché è coperto di zucchero”. Sarebbe dunque lontano da quel messaggio che oggi gli si attribuisce. Piuttosto, si avvicinerebbe agli ideali del Manifesto del Partito Comunista.

La cover di Imagine dei Pearl Jam a Roma e il messaggio per i migranti

La cover di Imagine dei Pearl Jam a Roma non è semplicemente una canzone che la band ha scelto di suonare per arricchire la sua scaletta. I Pearl Jam si esibiscono in un momento storico e sociale importante per l’Italia, fortemente impegnata sul tema migranti. Le decisioni di Matteo Salvini in merito sono state tantissime, e hanno fatto certamente discutere. Lungi da noi il parlare di politica in un momento musicale, è certamente da sottolineare il messaggio che Eddie Vedder, con la sua band, ha voluto lasciare.

Sui maxischermi, infatti, durante l’esibizione è stata proiettata l’immagine di un volantino. Questo conteneva un messaggio per i migranti, che recita:  “Facciamo appello al rispetto delle Convenzioni di diritto del mare, ma anche al profondo senso di umanità che ha sempre contraddistinto la Guardia Costiera Italiana: non si esima ora dalla salvaguardia delle persone”. Eddie Vedder si è scagliato, così, contro la politica attuale, invocando un senso di umanità che al momento non ritrova negli italiani. Prima del brano, lapidario, ha detto «Siamo via da casa e quando torneremo il nostro paese sarà cambiato. Pace».

Il brano è stato emozionante, sia per l’ottima esibizione da parte dei Pearl Jam, sia per il messaggio lanciato. Un numero incredibile di accendini e telefonini a illuminare il tutto, con un clima di calma e distensione che si poteva avvertire a pelle durante l’esibizione.

Ringraziamo per il video Giulia Prosperini.

Share

Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.