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Perché i Sex Pistols si sono sciolti?

Sex Pistols sono considerati da molti esperti come gli autentici pionieri della musica punk. Nel giro di pochissimi anni, sono riusciti ad affermarsi prima nel Regno Unito e poi a livello mondiale, grazie a ritmi incessanti e testi dissacranti. Tuttavia, il progetto iniziò ad entrare in crisi agli inizi del 1978, in seguito ad una serie di concerti negli Stati Uniti. Ecco i motivi che hanno condotto la band punk allo scioglimento definitivo, salvo qualche sporadica reunion negli anni ’90 e 2000.

La scelta dei Sex Pistols di intraprendere un tour negli Stati Uniti

Il manager dei Pistols, Malcom McLaren, scelse di far sbarcare la band oltreoceano. Dopo il Natale del 1977, il gruppo partì verso Chicago e Cleveland, per poi spostarsi a sud e toccare San Antonio, Atlanta e Memphis. La decisione di evitare grandissime metropoli come New York o Los Angeles era dovuta all’obiettivo di ridurre al minimo messaggi pubblicitari esageratamente sfarzosi.

Al tempo stesso, i Sex Pistols erano visti come un gruppo di giovani londinesi rozzi e mal curati. Una prospettiva stupenda per il manager, pronto a condurli nella terra dei rodei e delle tensioni razziali. Forse anche per questo motivo, agli inizi, le autorità statunitense non volevano concedere alla troupe della band alcun permesso di lavoro. Di conseguenza, il tour iniziò direttamente il 5 gennaio del 1978 ad Atlanta, con altre sette date che sarebbero culminate con il gran finale al Winterland Ballroom di San Francisco.

Una tensione sempre più alta

Nel frattempo, i membri dei Sex Pistols stavano vivendo una fase di profonda difficoltà. Il leader e cantante Johnny Rotten aveva l’influenza, mentre il bassista Sid Vicious era alle prese con la dipendenza dall’eroina. Rotten stava iniziando seriamente ad odiare McLaren, soprattutto in seguito al piano di quest’ultimo di condurre il gruppo punk a Rio de Janeiro dopo il termine dei concerti statunitensi.

Per Johnny, questa era stata la goccia che avrebbe dovuto far traboccare il vaso. Non era assolutamente contento di un’idea simile ed era consapevole di quanto il concerto al Winterland Ballroom potesse essere la fine dell’epopea dei Sex Pistols. Il concerto non fu soddisfacente e l’artista si sentì ingannato. Nella sua autobiografia successiva, lo avrebbe definito come “una farsa ridicola, uno scherzo di cattivo gusto”.

La decisione di Johnny Rotten di lasciare i Sex Pistols

Dopo una situazione così estrema, Johnny Rotten aveva davanti a sé un’unica scelta: lasciare i Sex Pistols. Decise di andarsene a New York e annunciare la separazione dalla band, mentre McLaren era a Rio a divertirsi insieme agli altri membri Steve JonesPaul Cook e all’irriverente cantante Ronnie BiggsSid Vicious era stato ricoverato all’ospedale in condizioni molto critiche.

Rotten tornò così a chiamarsi John Lydon, riprendendo il nome di battesimo. Entrò in contatto con il manager della Virgin, Richard Branson, che lo condusse in Giamaica per fargli conoscere diverse star del reggae. Il cantante diede così vita alla band sperimentale Public Image Ltd. Il primo singolo del nuovo progetto era un’accusa diretta a McLaren di non prenderlo mai sul serio. Intanto, di lì a poco, Sid Vicious sarebbe morto per overdose di eroina, all’età di soli 21 anni.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)