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Perché Jimmy Page è il miglior chitarrista del mondo?

Jimmy Page è uno dei chitarristi più influenti nel panorama musicale moderno. In molti devono al chitarrista dei Led Zeppelin i propri esordi o, le proprie prime volte con lo strumento. Suonare la chitarra in questo periodo storico significa aver tratto almeno una volta ispirazione dai riff di Jimmy Page.

Il leggendario chitarrista ha avuto un impatto così forte sulle scene che, ad oggi, sembrerebbe impossibile non nominarlo nell’annovero dei propri artisti di riferimento. Chiari rimandi al suo stile, ci vengono forniti quotidianamente dagli artisti che pullulano il panorama moderno. Il modo di suonare di Jimmy Page è riconoscibile istantaneamente.

Il mitico eroe della sei corde, ha saputo fornire un carattere inconfondibile al suo stile. Creare una propria identità sullo strumento non è sempre facile. Nelle sezioni soliste di Jimmy Page, traspare sin dal primo ascolto un apporto emotivo altissimo; senza disdegnare virtuosismi atipici rispetto alla sua epoca, sapientemente celati dietro l’esplosività più consona all’Hard Rock nudo e crudo dei Led Zeppelin. In questo articolo, parliamo di alcune delle tecniche che hanno reso Jimmy Page uno dei migliori chitarristi di sempre e che, varrebbe la pena approfondire qualora si decidesse di affacciarsi al suo stile.

Le tecniche più iconiche di Jimmy Page

Una delle caratteristiche più uniche nello stile di Jimmy Page consisteva nella sua inclinazione a non suonare tutte le note della scala. In altre parole, quando Jimmy Page suonava lick sulle scale pentatoniche, invece di plettrare ogni singola nota, tendeva a lasciare che il plettro scivolasse contro la corda.

Ponendo attenzione a quest’aspetto nel suo stile chitarristico, notiamo come questa tecnica fornisse un suono simile allo sweep picking, dovuto al movimento del plettro sulla corda. Si tratta di una componente chiave nello stile solistico di Page che; nonostante questa sua attitudine, non usciva mai fuori scala e rimaneva sempre a tempo, rispettando la metrica dei suoi brani alla perfezione.

Jimmy Page ha sempre suonato al massimo del suo potenziale, sfidando i suoi stessi limiti costantemente. Ascoltare un assolo di un brano dei Led Zeppelin è come rimanere travolti da un treno in corsa. Altro punto focale della tecnica di Page è la trasposizione che è solere compiere in quasi ogni suo assolo dei box di pentatonica minore in maggiore e viceversa. Per farlo, gli basta replicare le stesse scale a distanza di tre tasti l’una dall’altra, senza alterare in alcun modo il pattern di base.

I tre tipi di bending usati dal chitarrista dei Led Zeppelin

Un ultimo punto su cui vale la pena soffermarsi nell’esplorare la tecnica di Jimmy Page è il suo uso dei bending. Nel bending, di per sé, il chitarrista tende a tirare la corda verso l’alto o verso il basso in modo da alterare la nota. Jimmy Page riuscì a portare tutto questo a livelli altissimi. Consideriamo tre tipi differenti di bending con cui il chitarrista dei Led Zeppelin ha completamente rivoluzionato il modo di concepire un assolo da parte dei musicisti moderni. Il primo è il bending sull’accordo, che può essere chiaramente ascoltato in Black Dog. Poi, c’è il bending oltre il capotasto. Jimmy Page ne fa particolarmente uso nell’assolo di Heartbraker.

I bending oltre il capotasto vengono adoperati in particolar modo dai chitarristi country. Questi, spesso spingono la corda di un semitono o di un tono rispetto alla corda aperta.  Nonostante i musicisti folk adottino questa tecnica, praticamente da sempre; Jimmy Page è riuscito a portare tutto questo a tutt’altri livelli. Si tratta di una tecnica particolarmente stancante che, tuttavia, vale la pena approfondire per costruire suoni simili a quelli del mitico chitarrista. Infine, parliamo dei bending usati insieme alle corde aperte. Possiamo ascoltarne un esempio nella intro di Whole Lotta Love. Insieme ai bending sull’accordo sopracitati, costituiscono il metodo più utilizzato da Jimmy Page per costruire un prominente muro del suono. In questo caso, però, il chitarrista aggiunge anche una leggera dissonanza; concedendo al riff un carattere assolutamente inconfondibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.