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Perchè la musica fa venire i brividi? La risposta della scienza

In quante occasioni è capitato di ascoltare una canzone ottenendo una reazione che, molto spesso, viene etichettata con l’espressione di “pelle d’oca”? Allo stesso tempo, non ci si è mai chiesti perchè si provino dei brividi nel momento in cui si ascolta una canzone in grado di stupire e regalare dei sentimenti contrastanti che siano essi positivi o negativi. Per quante parole si possano spendere in merito a questo fenomeno, esistono delle precise ragioni scientifiche che portano a capire perchè la musica fa venire i brividi: che cosa c’è bisogno di sapere in merito? Cerchiamo di spiegarvelo all’interno di quest’articolo.

Le dichiarazioni di Daniel Blumstein: perchè la musica fa venire i brividi?

Per cercare di rispondere all’interrogativo riguardante il perchè la musica fa venire i brividi, c’è bisogno di prendere in considerazione gli studi di Daniel Blumstein, del Dipartimento di ecologia e biologia evoluzionistica dell’Università della California a Los Angeles. Lo scienziato ha parlato degli effetti della musica – dal punto di vista percettivo ed emotivo -, a seguito di un esperimento specifico realizzato in merito, e condotto grazie alla presa in considerazione di soundtrack di film di diverso genere.

I risultati sono stati analizzati da Daniel Blumstein, che ha affermato: “Recenti lavori hanno scoperto che le colonne sonore di film di generi diversi contengono in modo diverso tali suoni. Abbiamo progettato due esperimenti per determinare in modo specifico come le non linearità simulate nelle colonne sonore influenzano le percezioni di eccitazione e valenza.”; e ancora, lo scienziato ha dichiarato quanto segue: “Questi risultati dimostrano che la percezione di suoni potenzialmente paurosi o suscettibili è influenzata dal contesto percettivo e che l’aggiunta di una modalità visiva può sopprimere in modo antagonistico la risposta a uno stimolo acustico. questi esemplari acustici erano abbinati a video benigni. I giudizi di eccitazione e valenza sono stati modificati dall’aggiunta di queste simulazioni di non linearità nel primo esperimento, solo musicale.”

E ancora, Greg Bryant – che ha collaborato con Daniel Blumstein – ha aggiunto: “I compositori hanno una conoscenza intuitiva di ciò che viene percepito come paura. Ma in genere non sanno che stanno sfruttando la nostra predisposizione evolutiva ad agitarci e provare emozioni negative quando ascoltiamo certi suoni.”

Gli studi di Daniel Blumstein

Le dichiarazioni sopraccitate derivano dai risultati degli studi di Daniel Blumstein, effettuati su diversi film e – in particolar modo – le loro colonne sonore. Nello specifico, sono 102 i film presi in considerazione, di quattro macroaree differenti: avventura, dramma, guerra e horror. Ogni colonna sonora ha delle caratteristiche specifiche, in grado di suscitare delle emozioni corrispondenti, anche in base all’immagine cui è associata. “Abbiamo voluto vedere se era possibile aumentare o sopprimere i sentimenti di chi ascolta in base a ciò che sta succedendo in contemporanea alla musica”, ha spiegato lo scienziato.

Il risultato ha portato a considerare che, nel momento in cui la musica sa distorcere particolarmente dal punto di vista emozionale, viene maggiormente recepita al soggetto; ciò accade anche e soprattutto quando vuole suggerire un sentimento negativo. 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.