Perchè Roger Waters lasciò i Pink Floyd? Il litigio con Gilmour

Perchè Roger Waters lasciò i Pink Floyd?

La causa principale del perchè Roger Waters lasciò i Pink Floyd la si ripete quasi quotidianamente: ad amici, a parenti, a persone che ascoltano. Insomma, si tratta di una verità detta e ripetuta, ma che tutti faticano ad accettare per quello che è. Non tutti hanno paura di puntare il dito contro un unico e solo personaggio: Roger Waters, ritenuto il colpevole dello scioglimento di una delle migliori band di sempre. 

C’è chi invece punta il dito contro il duo David Gilmour-Nick Mason, forse rei di aver troppe volte contrastato la linea di pensiero del cantautore, compositore e polistrumentista britannico. Insomma, in un gioco delle parti anche abbastanza fazioso che ha portato sempre ad uno scontro quasi ideologico tra i diversi sostenitori, vogliamo semplicemente raccontare la verità degli anni critici della band. Senza essere faziosi o a favore dell’uno o l’altro personaggio, cerchiamo di capire perchè Roger Waters lasciò i Pink Floyd. 

Perchè Roger Water lasciò i Pink Floyd? I primi scontri con Richard Wright

Il momento critico della band c’è stato sicuramente nel triennio 1984-1987. Per capire, però, perchè i Pink Floyd si sono sciolti, bisogna tornare indietro nel tempo. Si può dire che la goccia che fa traboccare il vaso o, ancor meglio, la miccia che fa scatenare il tutto è la cacciata di Richard Wright dalla band. I primi scontri con Richard Wright, infatti, iniziarono in fase di registrazione dell’album The Wall.

Il tastierista si era trasferito in Grecia con sua moglie e aveva tardivamente partecipato alle fasi di registrazioni dell’album: il litigio con Roger Waters portò al suo licenziamento. Nonostante tutto, Wright figurò comunque come supporto esterno negli spettacoli dal vivo dell’album e nei crediti del prodotto discografico stesso. Si può dire che The Wall sia stato il momento in cui la formazione classica dei Pink Floyd andò in rovina. 

Il carattere di Roger Waters e i dissidi con Gilmour e Mason

Nonostante tutto, i Pink Floyd continuarono ad esistere e, dopo la realizzazione dell’album The Final Cut, decisero di prendersi una pausa che – negli intenti – avrebbe permesso di allentare la tensione tra i membri della band stessa. Ognuno dei membri iniziò a badare alle propria carriera da solista, abbandonando temporaneamente la band. Si trattò di una pausa, durante la quale, però, Roger Waters volle rinegoziare il suo contratto con il manager Steve O’ Rourke. La trattativa doveva essere segreta, il manager parlò con gli altri membri della band e Waters lo licenziò.

Da lì iniziarono scontri seri con Gilmour e Mason, che si resero conto di divenire sempre più decentrati. Il carattere di Roger Waters lo portò a voler diventare sempre più centrale all’interno della formazione. Di contro, Mason scrisse nella sua autobiografia: «Data la nostra generale bonarietà e il tacito consenso, Roger aveva creduto erroneamente che noi avremmo accettato che i Pink Floyd fossero praticamente finiti. Io e David invece pensavamo che, una volta che Roger avesse ultimato Pros and Cons, la vita sarebbe continuata. Dopotutto anche in passato c’erano state diverse interruzioni. Di certo, le nostre capacità comunicative continuavano pericolosamente a latitare. Uscimmo dal ristorante con visioni diametralmente opposte di quello che si era deciso».

Insomma, una cena del 1984 avrebbe sancito la fine dei Pink Floyd con l’abbandono di Waters. Ma gli altri due membri avevano progetti differenti.

L’abbandono di Roger Waters e la disputa legale sul nome

Nel dicembre del 1985 ci fu l’abbandono di Roger Waters. Secondo gli accordi presi, i Pink Floyd sarebbero praticamente finiti in quel momento stesso, e tutti si sarebbero dedicati ad altri progetti. Ma Gilmour e Mason decisero di utilizzare il nome della band per nuovi progetti in cantiere. Quando Waters venne a saperlo, iniziò la disputa legale sul nome. Era il 1987 e, tramite una nota legale, dichiarò di essere la forza trainante della band, e che non avrebbe autorizzato l’utilizzo del nome da parte di altri.

I tentativi di riconciliazione ci furono, ma la band non riuscì più a ritrovare l’armonia perduta. Da un lato c’era Waters, che pensava di essere la figura centrale all’interno della formazione, dall’altro Gilmour e Mason che non volevano essere considerati di secondo piano. Non mancarono le dispute legali, che ebbero, però, soltanto l’effetto di generare l’esatto opposto: fu in quel momento che la carriera da solista di David Gilmour ebbe il suo picco, proprio attraverso lo sprono (involontario) di Roger Waters. Insomma, ci rendiamo conto che tante altre sono le fasi dello scioglimento della band, ma – in qualche modo – crediamo di aver risposto alla domanda “perchè Roger Waters lasciò i Pink Floyd?”.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.